Vita da caniSe la Fatwa arriva via Linkedin

Recentemente, complice una nuova collaborazione, ho iniziato a ricevere un gran numero di richieste di contatto su Linkedin. Il che mi inorgoglisce, anche se la quasi totalità delle persone non si ...

Recentemente, complice una nuova collaborazione, ho iniziato a ricevere un gran numero di richieste di contatto su Linkedin. Il che mi inorgoglisce, anche se la quasi totalità delle persone non si possono definire nemmeno conoscenti. D’altronde, anch’io ho utilizzato questo strumento solo per aumentare il numero di collegamenti (tra essi, perfino Franco Tatò…), sperando che accrescere il mio “network professionale” avrebbe significato automaticamente implementare le opportunità di fare carriera. Ho anche provato a contattare qualcuno tramite i messaggi privati ma devo dire che non ho mai avuto grandissimi successi, a parte alcune rarissime eccezioni.

Quello che però mi è successo oggi mi ha indotto a scriverne: mi arriva un messaggio privato da parte di un ragazzo che non conosco che mi chiede se posso offrirgli una qualche forma di collaborazione o se, impossibilitato a dargli una mano in prima persona, posso almeno contattarlo “per valutare insieme quale dei tuoi contatti potrebbe essere interessato ad un profilo del genere”. Richiesta singolare anche perché fatta con imperativi che non invogliano ad aiutare il soggetto in questione. La chiusa però è un colpo da maestro, la summa dell’italianità nel mondo del lavoro: la minaccia. Riporto fedelmente quanto mi è stato scritto.

Se vuoi cestinare questo messaggio sei libero di farlo ma in futuro mi ricorderò di chi vorrà darmi una mano

Come a dire: mio sconosciuto amico, o mi spalleggi o quando sarò capo del mondo dividerò i buoni dai cattivi e tu non sarai certo nel primo gruppo. Per carità, io capisco le difficoltà del momento, la frustrazione accumulata (ci sono passato anch’io non molto tempo fa). Ma arrivare a lanciare velati messaggi para-mafiosi è il retaggio di un passato da cui probabilmente non ci libereremo mai: quello della clientela, del piccolo favore in cambio della scarpa destra, del concorso di cui si conosce già l’esito.

Allora, se vogliamo davvero modificare un po’ l’attuale situazione, se vogliamo offrire ai giovani attuali e futuri un mercato del lavoro più “normale”, in cui il merito prevale sull’amicizia, perché non iniziare evitando di mandare messaggi minatori agli sconosciuti? Già questo sarebbe un enorme passo avanti, e permetterebbe di scardinare una logica mortifera che ancora oggi regna sovrana. Ci riusciremo? Io voglio essere ottimista, ma attenti a voi se non la pensate come me…

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