SicilianamenteMilano, nebbia, freddo, neve. Ed anche elezioni (forse)

M (moglie): "Aspetta un attimo che prendo le sigarette al distributore"  Ma (marito): "Dai, sbrigati che vien giù la pioggia da cani"  M:"Dovrei anche andare a votare, tu cosa hai scelto alla Camer...

M (moglie): “Aspetta un attimo che prendo le sigarette al distributore”

Ma (marito): “Dai, sbrigati che vien giù la pioggia da cani”

M:”Dovrei anche andare a votare, tu cosa hai scelto alla Camera? Io sono proprio indecisa … ”

Ma: “Ma te lo devo dire io? ma fai un po te”

Questo è il clima che si respira a Milano, alle 17 del pomeriggio, in una qualsiasi fermata di filobus, accanto a uno dei tanti distributori automatici di tabacchi.

Nel frattempo si osservano, a destra come a sinistra, le facce sorridenti di Ambrosoli e Maroni, candidati presidenti regionali.

Vien giù la neve fitta, ma i milanesi sembrano a tutto interessati meno che alle sorti politiche del Paese.

Avranno fatto male? Boh, chissà. Qualcuno è ancora convinto che da martedì il Paese sarà completamente rinnovato e tutti i mali incurabili estirpati. Mi pare si fosse detto così anche nel 2008, nel 2006, nel 2001 e andando indietro a ritroso.

Ma i tempi non c’era Grillo. Ora c’è. Lodiamolo tutti.

E domani tutti a lavurà (per chi può). Per il nuovo governo c’è sempre tempo.

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