SicilianamenteSogni in una Milano non proprio “da bere”

Non facciamoci illudere dal "mito settentrionale". "Milan le Milan" direbbero i locali meneghini, ma anche qui qualcosa non funziona, o perlomeno, è acciaccato da una situazione stagnante che dilag...

Non facciamoci illudere dal “mito settentrionale”. “Milan le Milan” direbbero i locali meneghini, ma anche qui qualcosa non funziona, o perlomeno, è acciaccato da una situazione stagnante che dilaga in tutto il globo.

Per un meridionale come me, un siciliano dall’occhio lungo, non è stato difficile innamorarsi di Milano. Molti si chiederanno, in dipietrese, “che c’azzecca” il caldo sole catanese, il profumo degli arancini e l’odore delle granite con il freddo, la neve e la cotoletta alla milanese.

Eppure, nella nebbia che scorgo ogni mattina, nelle lunghe passeggiate che faccio, spesso in prossimità del tramonto, mentre il sole illumina le scintillanti rotaie dei tram e i fili elettrici dei puntualissimi filibus, una fiamma d’amore si accende.

Quello che rapisce di questa città, dopo un mese e mezzo di intenso soggiorno, è la polietnicità che si integra perfettamente con il sistema Milano.

Si, perchè Milano è un sistema a parte. Sembra una macchina inarestabile, macina denaro, che corre sui binari (della metro o del tram) degli affari, dello sviluppo e della produttività.

Ma la bellezza di questo sistema (con una crisi economica dilagante) e che è aperto a tutti. Non è raro trovare extracomunitari in giacca, cravatta o ventiquattro ore, o orientali che hanno fatto fortuna all’ombra della “Madunnina” come non è difficile scorgervi ampi strati di povertà.

E’ proprio questo ingranaggio, un po farraginoso e un po misterioso, che la rende una città unica. Pericolosa ma solidale. I milanesi (stereotipati come “freddi”) sono accorsi in tanti per difendere un extracomunitario trovato senza biglietto sul tram e trattato, non proprio con i guanti gialli, dai controllori. Come non è difficile osservare ragazzi molto estrosi essere molto cortesi con persone anziane.

Tutto il mondo è Paese? può essere. Eppure, nonostante da poco ci viva, sento un legame molto forte con questa città, un legame che va aldilà della realizzazione economica e del profitto.

Un legame che sa di nebbia, di odori locali e di rumori di binari. Un posto dove si cammina mentre nevica e spesso, non si sente neanche freddo. Dove la “madunnina” illumina e protegge l’intera cittadinanza e dove la metro va veloce e puntuale sottoterra, ma dove il cuore arriva dove nessun mezzo osa arrivare.

Eh si. Milano pulsa ancora, aiutiamola a rinvigorirla sempre più.

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Linkiesta Paper Estate 2020