Laboratorio SiciliaModello Crocetta caput, in Sicilia il nuovo asse Pd-Pdl

Succede tutto in un giorno. Un giorno che resterà negli annali del governo presieduto da Rosario Crocetta. Perché delle «rivoluzione Sicilia, del «meraviglioso modello Sicilia», del «dialogo con il...

Succede tutto in un giorno. Un giorno che resterà negli annali del governo presieduto da Rosario Crocetta. Perché delle «rivoluzione Sicilia, del «meraviglioso modello Sicilia», del «dialogo con il M5s», non c’è più traccia. Il «meraviglioso modello Sicilia», così lo chiamò Beppe Grillo all’indomani delle elezioni del 25 febbraio, non esiste, e resterà (soltanto) nei ritagli dei giornaloni.

Perché oggi all’Ars c’è stata l’elezione dei tre grandi elettori siciliano che parteciperanno all’elezione del Presidente della Repubblica. E il M5s non ha toccato palla. È stato lì a guardare. La trattativa fra centrodestra e centrosinistra ha portato all’elezione di Rosario Crocetta (29 voti), del presidente dell’Ars in quota Udc Giovanni Ardizzone (46 voti), e dell’alfaniano Francesco Cascio (33 voti).

Il segnale è forte. E arriva nel bel mezzo del “primo incontro” fra il Cavaliere e Pier Luigi Bersani. Un primo incontro durante il quale non si è parlato di nomi per il Colle, ma si è discusso sul “metodo” di selezione del prossimo Presidente della Repubblica.

A questo punto, stando agli equilibri siciliani, che allontanano (definitivamente?) i grillini dal governatore Crocetta, e quindi di riflesso da Pier Luigi Bersani, è facile pensare che il nuovo “modello Sicilia”, convergenza centrodestra-centrosinistra «sui grandi provvedimenti», possa essere esteso anche all’elezione dell’inquilino del Quirinale.

E ancora una volta il palazzo palermitano prefigura gli scenari del Palazzo romano.

@GiuseppeFalci