ResilienzePd, no future

Io non so come vi sentite voi. Io  non mi sento proprio bene. Ieri facevo da questo stesso blog degli auguri speranzosi a Romano Prodi, auspicando che venisse eletto presidente della Repubblica.Mi ...

Io non so come vi sentite voi.

Io non mi sento proprio bene.

Ieri facevo da questo stesso blog degli auguri speranzosi a Romano Prodi, auspicando che venisse eletto presidente della Repubblica.Mi sembrava che ce la potesse fare.

Oggi è successo quello che sapete.

E francamente le immagini di ieri sera sono uno choc.

Queste elezioni del presidente della Repubblica segnano la fine del centro sinistra italiano così come lo avevamo vissuto in questi ultimi 20 anni. Così come avevamo creduto che fosse quando gli mettevamo addosso anche quegli abiti che non riusciva a indossare.

Il centro sinistra, in questi ultimi anni, anche in quelle regioni e città in cui è al governo è diventato indiscutibilmente elitario. Ieri, ne abbiamo avuta la dimostrazione più alta. Non è un partito il Pd. E’ un’accozzaglia di capetti, ciascuno dei quali pensa per sé.

Pierluigi Bersani io me lo ricordo quando divenne segretario le prime parole che disse: voleva fare una direzione “collegiale”.

Ma la politca ha bisogno di leader. Di capi forti nel senso buono del termine. Lui non lo è stato e ne abbiamo preso atto nel peggiore dei modi. Con quei cento voti in meno a Prodi.

Le parole piene di rabbia sbraitate ad uso telecamere ieri sera da qualsiasi esponente Pd sono la dimostrazione più brutta dell’esistenza di non partito.

Ora, io non ho nessuna intenzione in questo pomeriggio milanese così piovoso e dunque già triste di per sé di fare da megafono facile a una vera e propria tragedia politica.

Ma mi devo mettere nei panni di coloro che li hanno votati fedelmente in tutti questi anni e che hanno resistito alle sirene ammaliatrici di Grillo e dei vari populismi. Accettando tutti i loro primadonnismi con cui ammazzavano il senso vero per cui sono stati scelti: fare politica.

Questi leader, questi capi e capetti che si stanno succedendo nello scenario del centrosinistra italiano devono rispondere a una domanda fondamentale: perché lo fate?

Perché non vedete Maria, la mia vicina di casa che ieri mi ha mostrato dal balcone le sue mani penzolanti per l’artrite, presa probabilmente perché ha passato una vita in fabbrica (ha ancora un grembiule blu da metalmeccanica con cui adesso, nonostante le mani in quelle condizioni, fa i lavori di casa)

Perché non vedete Marica, che ha quasi quarant’anni, quattro lavori semiprecari e prende 1200 euro al mese e tra un po’ sarà costretta a fare la badante dei suoi genitori perché lei quella vera di badante non se la potrà permettere?

Perché non vedete Alessandra che di anni ne ha 26 è brava, ha capacità, ma non può trovare un cavolo di lavoro in questo Paese?

Perché?

Perché non sapete dare loro delle risposte che non siano quelle del populismo farlocco?

E questa volta l’occasione l’avete avuta e avete sprecato tutto. Non date la colpa al M5S: non avete capito niente, voi.

Venite a chiedere scusa a chi vi ha dato fiduciai. Sacrificatevi per un’Italia che non ha bisogno di quel cambiamento di cui vi siete riempiti la bocca anche voi.

L’Italia ha bisogno di futuro.

Solo di quello.