La doverosa laicità dello Stato

Nuvolosa mattinata di un lunedì di metà agosto. Computer acceso per scrivere la tesi di laurea. Ogni tanto, un occhio a twitter per captare notizie di attualità. Ad un tratto, la lettura di questa...

Nuvolosa mattinata di un lunedì di metà agosto. Computer acceso per scrivere la tesi di laurea. Ogni tanto, un occhio a twitter per captare notizie di attualità.
Ad un tratto, la lettura di questa raccolta firme contro la legge sull’omofobia (http://www.tempi.it/legge-lomofobia-appello-tempi-meeting-rimini#.UhHzyGR5wXg).
Un pensiero che continua a frullare nella testa, la necessità di buttar giù due righe.

La prima sensazione è di perplessità: i promotori della petizione si sono ricordati di citare gli Articoli 19 e 21 della Costituzione Italiana, ma dev’essere sfuggito loro l’Art. 7, quello che recita “Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani”.
L’utilizzo di citazioni delle Sacre Scritture per contrastare una legge anti discriminazione sembra un’offesa all’intelligenza umana. Non si possono considerare “una mera prospettiva ideologica” le proposte di legge approdate in Parlamento, e invece non ritenere tali i Testi Sacri, validi e vincolanti soltanto per chi abbia scelto liberamente di professare la propria Fede.

Ciò che stupisce più di tutto è che, fatta salva la libertà di raccolta firme per tutelare un interesse leso, questa petizione mira ad evitare la tutela di una categoria di persone, e quindi, paradossalmente, risulta essa stessa lesiva di un interesse.
Una legge è volta a salvaguardare l’intera popolazione; la Fede in una religione invece riguarda solamente chi spontaneamente decide di aderirvi, e pare oltremodo assurdo che questa inciti alla limitazione di libertà altrui.
Non si dimentichi poi l’Art. 3 della Costituzione, che afferma “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale [..] senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli […] che, limitando di fatto la libertà e la uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.

È pomeriggio. Ancora confuso per questa iniziativa, e trovando immorale che proprio coloro che professano l’eguaglianza e la fratellanza tra tutti gli uomini siano poi i primi a discriminare alcuni di essi a causa dei loro orientamenti, torno dubbioso alla scrittura della tesi.

Francesco Villa twitter @frav89

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