Laboratorio SiciliaTutto ciò che il Washington Post dimentica su Crocetta

Rosario Crocetta, il governatore della «rivoluzione» in salsa sicula, il governatore del «modello Sicilia», quello dell’alleanza con il M5s di Beppe Grillo, sbarca oltre Oceano. Oggi il Washington...

Rosario Crocetta, il governatore della «rivoluzione» in salsa sicula, il governatore del «modello Sicilia», quello dell’alleanza con il M5s di Beppe Grillo, sbarca oltre Oceano. Oggi il Washington Post gli dedica l’apertura del sito. Il faccione del primo governatore comunista della storia della regione a statuto speciale viene elogiato per le gesta da sindaco di Gela, per la lotta a Cosa Nostra, e per i primi otto mesi da presidente della Regione siciliana.

«Degli ultimi due uomini che si sono seduti nell’ufficio del Presidente in Sicilia, uno è stato condannato per alcuni crimini e l’altro sta passando tempi duri. Poi arriva il loro successore, Rosario Crocetta – il più improbabile politico che abbia mai governato il paese di Cosa nostra». È questo l’incipit dell’articolo di Anthony Faiola. Il giornalista racconta che «da quando ha vinto le elezioni per la presidenza nove mesi fa, Crocetta ha iniziato la sua crociata in tutta l’Isola, smuovendo il vespaio grazie al rafforzamento delle leggi anti-mafia e tenendo sotto tiro il clientelismo, il degrado e la corruzione che hanno trasformato quel gioiello che è la Sicilia in un dono da passare di mano in mano».

Ma gli americani si soffermano sugli annunci. Non ricordano che sull’abolizione delle province il governatore non ha ancora legiferato. Non ricordano il dietrofront sull’aumento dell’Irpef. Non ricordano che negli ultimi tre mesi l’assemblea regionale si è riunita pochissime volte a causa della campagna elettorale delle amministrative dello scorso giugno. Non ricordano che in occasione della visita siciliana di Martin Shultze la presidenza della regione spese (soltanto) 18 mila euro. Non ricordano il disastro Irsap, l’ente che avrebbe dovuto stravolgere i piani industriali siciliani. E, sopratutto, non ricordano che adesso anche i grillini non si trovano sulla stessa lunghezza d’onda del governatore «rivoluzionario». Insomma il washington post elogia Rosario Crocetta. Ma non dice nulla sul “Fanfarone di Sicilia”. Punto.

Twitter: @GiuseppeFalci