Pd, cosa si nasconde dietro la direzione di ieri?

«Come mai dopo mesi di lite sarebbe stata raggiunto l’accordo sulle regole per il congresso?». La domanda circola con insistenza nei corridoi del Transatlantico, e giunge anche al terzo piano del ...

«Come mai dopo mesi di lite sarebbe stata raggiunto l’accordo sulle regole per il congresso?». La domanda circola con insistenza nei corridoi del Transatlantico, e giunge anche al terzo piano del Nazareno, sede nazionale del Pd in via Sant’Andrea delle Fratte. Una domanda «non peregrina» perché dopo mesi di scontri le svariate anime dei democratici si sarebbero «improvvisamente» accorti di essere sulla stessa lunghezza d’onda: congresso nazionale l’8 dicembre, congressi regionali entro il 31 marzo, e separazione «di fatto» fra il ruolo di segretario e quello di premier. Tuttavia, fa notare uno che conosce le dinamiche democrat, «non è un caso che l’accordo sia stato raggiunto proprio nelle ore di massima crisi del governo». Proprio in quei momenti il lettiano Gianni Del Moro – confidano a Linkiesta – avrebbe ammorbidito i toni durante la riunione fiume della commissione congressuale. E non è un caso che un paio di giorni diversi dirigenti democratici, o candidati alla segreteria come Gianni Cuperlo, mettono le mani avanti: «Di fronte ai problemi del Paese il congresso diventerebbe un aspetto secondario».

Del resto se lo crisi politica dovesse deflagrare il congresso salterebbe, e il centrosinistra dovrebbe attrezzarsi per il candidato alla premiership. Uno scenario che non è affatto da escludere. Anzi. Ma uno scenario che vedrebbe in pole position Enrico Letta. In uno scontro tutto toscano con il primo cittadino di Firenze Matteo Renzi. Con la differenza che dalla sua il premier Letta avrebbe praticamente tutto l’apparato, da D’Alema a Franceschini passando per Fioroni e Bindi. Insomma la sfida diventerebbe interessante e vera. Ma di certo non dipenderà né dall’uno, né tanto meno dall’altro. Ma lo scenario sarà appeso alle giravolte del Cavaliere di Arcore.

Twitter: @GiuseppeFalci