IL blog di MalihForza Italia, vive la France

L’espulsione dalla Francia di Leonarda ha causato un’energica reazione da parte dei giovani cugini d’oltralpe. Si stenta a credere a una sollevazione di un'intera generazioni di francesi per una v...

L’espulsione dalla Francia di Leonarda ha causato un’energica reazione da parte dei giovani cugini d’oltralpe. Si stenta a credere a una sollevazione di un’intera generazioni di francesi per una vicenda simile. La vicenda infatti non è altro che l’epulsione di una ragazzina “Kosovara” ( nata e cresciuta in Italia) dalla Francia. Per una simile questione, e qui sta la ragione della mia incredulità, in Italia non si è mai assistito a una indignazione così decisa e diffusa. Anzi tranne i pochi che si occupano della materia per mestiere, l’immigrazione è un tema agitato, se si esclude la flebile voce dei diretti interessati, esclusivamente dai media e dai politici. Ma non è mai assurto a tema capace di mobilitare le masse. Ci giunge sì qualche eco lontana delle inumane condizioni di vita nei centri di accoglienza; le cronache ci aggiornano sì sul numero delle vittime dei naufragi alle porte di Lampedusa… II tutto però viene percepito dall’opinione pubblica con un certo distacco: eventi da archiviare nel novero degli incidenti gravi ma statisticamente inevitabili. Nulla cioè di atto a interpellare nel profondo le coscienze. Non che ci sia da rimproverare nulla per questa specifica insensibilità riguardo al mondo dell’immigrazione: semplicemente va ascritta alla generalizzata lobotomizzazione che sembra affligere l’intera popolazione italiana, giovani compresi. Gli unici timidi rimbrotti che vedono ogni tanto protagonisti la gioventù italiana sono motivati per questioni, se si esclude la Tav, amministrative (vedi le tasse univesitarie ad esempio). L’ultima grande manifestazione che ricordi è il Vaffanculo Day. Mobilitazione magari anche sacrosanta ma se si pensa che a capeggiarla era, per quanto dotato di tutto il carisma che volete, un bravo comico, la cosa si ridimensiona da sè. Può anche essere, per carità, che le cose qui in Italia vadano nel migliore dei modi e che quindi non ci sia nessun bisogno di protestare a voce alta. Tuttavia questa apatia italica, sorattutto da parte dei giovani, non è un bel vedere e dà da pensare. Che sia sintomo di qualche grave malanno? Speriamo di no. Magari è solo una lieve e passeggera indisposizione. Allora dai, su, forza Italia. E intanto però vive la France.

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Linkiesta Paper Estate 2020