Pizza ConnectionLe intercettazioni dimenticate sul traghetto parte 2

Vi avevo dato conto sul blog della vicenda riguardante quattro plichi delle intercettazioni riguardanti il processo “Meta”, il più importante processo sulle cosche di Reggio Calabria da cui hanno p...

Vi avevo dato conto sul blog della vicenda riguardante quattro plichi delle intercettazioni riguardanti il processo “Meta”, il più importante processo sulle cosche di Reggio Calabria da cui hanno poi preso origine altre indagini che hanno portato gli inquirenti anche a Roma e Milano, ancora da trascrivere e dimenticate a bordo di un traghetto che presta servizio tra Reggio e Messina. Una vicenda che nella giornata di ieri 27 ottobre è arrivata anche a Roma all’attenzione del ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri.

Uno dei tre periti incaricati delle trascrizioni al processo Meta he definito il rinvenimento di quattro plichi, contenenti le bobine originali e non ancora trascritte del processo a bordo del traghetto, una «semplice dimenticanza». L’episodio come avevamo scritto era stato denunciato in aula dal pubblico ministero che quel processo sta portando avanti, cioè Giuseppe Lombardo, oggetto di attenzioni particolari da parte delle cosche e non solo.

Il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri

Come riporta il Corriere della Calabria i tre periti si sono giustificati affermando «Noi stavamo portando le bobine indietro, ma ne abbiamo così tante che ci devono essere sfuggite. Abbiamo così tanti plichi che è anche difficile fare un inventario». «Non ci siamo neanche resi conto che i plichi fossero spariti», ha sostenuto uno di loro, affermando di aver avuto il sospetto che si trattasse delle bobine loro affidate solo leggendo la notizia sulla stampa. Immediatamente revocati dal Tribunale, i tre hanno ricevuto l’ordine tassativo della Presidente Grasso di «restituire tutte le bobine e i plichi relativi a questo processo in loro possesso, depositandoli in Procura non più tardi di lunedì». L’incarico è stato nel frattempo affidato ad altri professionisti che dovrebbero completare il lavoro di trascrizione entro il prossimo due dicembre.

Secondo la norma, che ovviamente i soloni delle “riforme della giustizia” non conoscono, le bobine devonon essere consegnate in originale ai periti incaricati di trascriverle, e in questo procedimento sono ancor più importanti in quanto costituiscono la cosiddetta “prova regina”. «Se fossero state perse – aveva infatti ricordato il pm Lombardo – non ci sarebbe stato modo di recuperarle».

Intanto il fatto è approdato anche a Roma, dove i deputati di Sel Sergio Boccadutri e Celeste Costantino hanno presentato una interrogazione al ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri. Una interrogazione che probabilmente non porterà un grande contributo, ma che potrebbe porre, per i più “ferrati” in materia, uno spunto importante sulla gestione tecnica di processi come quelli in questione. Anche perché proprio da Reggio Calabria e dai tribunali calabresi in generale si tirano le fila sulle più importanti inchieste riguardanti la criminalità organizzata in Italia e nel mondo.

Twitter: @lucarinaldi

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