Pizza ConnectionScarcerazioni celebri per la ‘ndrangheta lombarda

Prima i nomi di Domenico Papalia e Antonio Perre, lo scorso 21 ottobre è stato invece il turno di Domenico Barbaro, 76 anni, detto l'australiano. La Corte d’Appello di Milano ha accettato il ricors...

Prima i nomi di Domenico Papalia e Antonio Perre, lo scorso 21 ottobre è stato invece il turno di Domenico Barbaro, 76 anni, detto l’australiano. LaCorte d’Appello di Milano ha accettato il ricorso del legale di quest’ultimo, ritenuto dalla Procura, uno dei capi della ‘ndrangheta che, negli ultimi anni, ha comandato in Lombardia da Buccinasco, centro alle porte di Milano.

Barbaro finisce in carcere nel 2008 in seguito all’inchiesta Cerberus sul monopolio delle aziende riconducibili alla ‘ndrangheta, per poi rimanere impigliato anche in in un’altra ordinanza della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, rinominata Parco Sud, che ha visto anche il coinvolgimento di politici e amministratori locali.

Fino a oggi le precedenti istanze di scarcerazione per Barbaro non avevano dato esito favorevole, ma il precedente della scarcerazione di Antonio Perre, difeso dall’avvocato Amedeo Rizza, che già facendo leva su un clamoroso errore del gup di Milano Andrea Salemme, fece scarcerare due anni fa il suo assistito Carmine Valle condannato a nove anni per mafia, ha aperto le porte in uscita anche per l’australiano Domenico Barbaro.

Domenico Barbaro

Barbaro aveva ottenuto la libertà per il processo Cerberus, le cui condanne erano state annullate dalla Cassazione per un nuovo appello che ha visto la conferma delle pene pochi giorni fa (Domenico Barbaro è stato condannato a 7 anni) e si è ora in attesa della nuova pronuncia dell’Alta Corte. Restava in carcere per l’indagine Parco sud, anche questa annullata con rinvio dalla Cassazione. Anche per questo processo sono scaduti i termini di custodia (due anni): “ampiamente decorsi” scrive la terza sezione della Corte d’Appello di Milano.

L’avvio dell’appello bis dell’inchiesta Parco Sud è previsto per domani 23 ottobre. I tre, ora scarcerati in attesa di giudizio, attendono la nuova pronuncia che dovrà poi essere nuovamente vagliata dalla Corte di Cassazione, e qualcuno si chiede se questa udienza non poteva essere fissata in anticipo rispetto alla scadenza dei termini di custodia.

Twitter: @lucarinadi

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