ResilienzeStamina, la Lombardia non crede al Ministro Lorenzin

Questa sera, quasi in sordina, il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato una mozione che non fa che aggiungere nuova confusione alla vicenda Stamina. E nell'attesa che il Tar di Brescia s...

Questa sera, quasi in sordina, il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato una mozione che non fa che aggiungere nuova confusione alla vicenda Stamina.

E nell’attesa che il Tar di Brescia si esprima sulla rimozione del blocco chiesta da Vannoni, blocco emesso il 15 maggio 2012 nei confronti degli Spedali civili di Brescia da Aifa, per la coltura cellulare avanzata delle cellule staminali del midollo usate dai biologi di Stamina, non risponde la regione a una domanda fondamentale: che fine fanno i 123 pazienti che in questi mesi per effetto dell’ordinanza emessa dai giudici del lavoro (!) hanno vinto il ricorso per continuare le cure? Si può continuare a usarli come grimaldello pietistico da una parte e dall’altra, infischiandosene che le uniche vittime di tutta questa storia sono loro?

Una cosa interessante la dice la mozione: quanto è costato ciascun paziente ai Civili di Brescia. Dopo mesi di imbonimento di Vannoni che continuava a ripetere “costo zero, costo zero” abbiamo saputo che ogni paziente (lo dice la mozione) è costato diecimila euro. Hanno finito le cure in 36. Metteteci i 500 mila euro a bilancio per le spese legali dichiarati dal nosocomio bresciano, vedete che potremmo arrivare vicini al milione a dicembre 2013

Ecco la cifra del collasso dei Civili.

Perché?

In nome di cosa?

Di una presunta cura che, secondo il parere della commissione nominata da Beatrice Lorenzin per testare il metodo non fa bene. Fa male. Le cellule del midollo non diventano cellule dei neuroni in quel tempo e in quel modo di coltura. Ergo, vengono iniettate nei poveri bambini inermi.O nei malati consci disperati. Ergo, fanno venire encefalopatie.

Questo dicono gli esperti. La sanità, pubblica per giunta, deve proteggere i fragili non avallare, sorda ai richiami di chi è competente, qualsiasi cosa pur di provare. Perché è grave dire che siccome una persona è destinata a morire su di essa si possa provare qualsiasi cosa. La dignità dov’é?

L’opposizione non ha votato la mozione. Umberto Ambrosoli spiega bene perché

“Non ci si chieda di essere complici di percorsi ulteriormente confusivi e titubanti – dove l’avverbio ulteriormente è una critica all’aver in origine acconsentito al rapporto tra Spedali Civili e Stamina Foundation – a fronte di esigenze che richiedono, per rispetto del valore della vita, massima chiarezza e sicurezza. Non chiedeteci di partecipare a questo voto”.

Non lasciamo i 123 e gli altri malati in condizioni gravissime in balia di facili illusioni. La sanità, soprattutto in periodi di magra come questo deve garantire il non abbandono terapeutico. La migliore cura, la migiore assistenza.

Altrimenti si rischia di sprecare un milione di euro sul vuoto. Pericoloso.