Rotta verso il mercatoEcco il non-piano industriale Alitalia

TG e stampa ci raccontano che ieri Alitalia ha varato il nuovo piano industriale. Nessuno dice in che cosa questo piano consista e nessuno critica la totale assenza di dettagli. Certo, le 102 pagin...

TG e stampa ci raccontano che ieri Alitalia ha varato il nuovo piano industriale. Nessuno dice in che cosa questo piano consista e nessuno critica la totale assenza di dettagli. Certo, le 102 pagine di fiabe dei fratelli Grimm contenute nel piano varato ad inizio luglio, con la centotreesima di previsioni finanziarie non supportate da alcunché, erano forse eccessive, ma ora siamo di fronte al nulla o a pii articoli di fede come il promesso mantenimento delle ore volate, pur con riduzione della flotta, che farebbe presupporre un improbabile mantenimento della forza lavoro.

Interrogare l’Ufficio Stampa di Alitalia è impossibile, nessuno risponde al telefono e forse è meglio così, si evita l’imbarazzo dell’ammettere che non c’è nulla da dire. Possiamo dunque scrivere che probabilmente non è stato deciso nulla e che a quel nulla Air France si è opposta con un voto negativo, pur dichiarando che il nulla era positivo, ma non affrontava il nodo del debito, che è troppo negativo. 

Alitalia vola ancora perché così ha deciso la politica, quella stessa politica che non vuole che si parli di esuberi o di azioni concrete e dolorose per ripristinare l’equilibrio dei conti. Il consigliere di Amministrazione Salvatore Mancuso ha commosso, affermando con un certo sprezzo della grammatica che «È stato tenuto in grande considerazione chi lavora e le loro famiglie». La scadenza dell’aumento di capitale è stata posticipata come quella dei saldi dei tappeti persiani, gli ultimatum diventano penultimatum e tutti dimenticano che, ogni giorno che passa, Alitalia perde almeno un altro milione di euro.

Air France vuole Alitalia, ma non i suoi debiti, il Governo Letta ha imposto alle banche di concedere altri euro, imposizione accettata nel timore che, prevalendo Air France, vengano ripudiati i vecchi debiti. I sindacati non vogliono che nemmeno si parli di esuberi, il piano lacrime e sangue è diventato un classico “comincio le dieta domani” e si perde tempo, nella speranza di evitare l’ inevitabile.

Se un piano industriale ha il compito di trovare una soluzione efficace ai problemi, quello di ieri è un non-piano e il Governo Letta è il proverbiale medico pietoso.

CETERVM CENSEO LINATE ESSE DELENDAM

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