In viaggio con TancrediOlive

Piante di uliviSono rientrati in un autobus a due piani, alle 5 di pomeriggio. Dai finestrini s'intravedevano le piccole teste ondeggianti: sembravano uova che oscillavano in un paniere. So...

Piante di ulivi

Sono rientrati in un autobus a due piani, alle 5 di pomeriggio. Dai finestrini s’intravedevano le piccole teste ondeggianti: sembravano uova che oscillavano in un paniere.

Sono rientrati, Tancredi e i suoi compagni di scuola, da un’intera giornata trascorsa in campagna a raccogliere olive: con un rastrello hanno smosso i rami, con le mani hanno preso i frutti e raccolto in un cestino grande giallo, poi hanno spremuto, all’inizio l’olio era brutto, poi verde e buono. Questo, più o meno, il resoconto di Tancredi che ha mangiato “tre pani” unti dell’olio fatto da un gruppo di bambini metropolitani come lui.

Io non c’ero, ma il suo racconto mi è bastato. Mi è bastato a capire che, anche senza di me, lui sa stare al mondo, lo osserva e ci gioca. Ieri spremendo le olive, domani chissà…

Entra nel club de Linkiesta

Il nostro giornale è gratuito e accessibile a tutti, ma per mantenere l’indipendenza abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei lettori. Siamo sicuri che arriverà perché chi ci legge sa che un giornale d’opinione è un ingrediente necessario per una società adulta.

Se credi che Linkiesta e le altre testate che abbiamo lanciato, EuropeaGastronomika e la newsletter Corona Economy, siano uno strumento utile, questo è il momento di darci una mano. 

Entra nel Club degli amici de Linkiesta e grazie comunque.

Sostieni Linkiesta