Pizza ConnectionRancadore, mancata estradizione: Napolitano e l’inconsistenza dei governi sulle carceri nella sentenza

Abbiamo dato conto ieri, dalle colonne di questo blog, della mancata estradizione dalla Gran Bretagna verso l'Italia di Domenico Rancadore, ex capomafia di Trabia e condannato a sei anni di reclusi...

Abbiamo dato conto ieri, dalle colonne di questo blog, della mancata estradizione dalla Gran Bretagna verso l’Italia di Domenico Rancadore, ex capomafia di Trabia e condannato a sei anni di reclusione per associazione mafiosa. Nelle ventuno pagine con cui il magistrato inglese Howard Riddle motiva la sua decisione trova spazio anche la situazione politica italiana. Perché se la cosiddetta “sentenza Torregiani”, pronuncia con cui nel 2013 l’Europa ha condannato l’intero sistema carcerario italiano per le condizioni inumane applicate in cella, rimane lettera morta è proprio a causa di governi che fino a ora si sono occupati del tema a parole, ma pochissimo, se non niente nei fatti.

Illustrazione di Domenico Rancadore davanti alla corte inglese

Il magistrato inglese ha la situazione chiara: «l’8 ottobre del 2013» scrive Riddle nel suo dispositivo «il Presidente della Repubblica (Giorgio Napolitano, ndr) ha mandato al parlamento in forma scritta una richiesta in cui spingeva per occuparsi “della drammatica situazione delle carceri italiane”, che mettevano il paese in una posizione umiliante nel panorama internazionale a causa delle “molte violazioni e per le condizioni inumane e degradanti”, richiamando a un’azione immediata». Al che Riddle si rivolge a Patrizio Gonnella, ex direttore degli istituti penali di Padova, Pisa, Pianosa e San Gimignano e Presidente dell’associazione Antigone. Gonnella riferisce principalmente sulle condizioni delle carceri e sulla dimensione delle celle, che violano l’articolo 3 della Convenzione Europea sui Diritti dell’Uomo (“Nessuno può essere sottoposto a tortura né a pene o trattamenti inumani o degradanti”). In più per Rancadore si prospettava lo sconto di pena in regime di 41-bis, cioè di carcere duro. Qui il magistrato inglese richiama un’altra decisione presa da un giudice statunitense che si era rifiutato nel 2007 di estradare un cittadino italiano diretto proprio al 41-bis.

Sentenza estradizione Domenico Rancadore from Luca Rinaldi

Poi Riddle fa una considerazione, che qualcuno potrebbe prendere come un complimento, ma che non lo è per nulla: «In Italia tutto è molto dinamico. C’è un nuovo presidente del Consiglio e un nuovo ministro con la responsabilità sulle carceri (in capo al ministero della Giustizia, ndr)». Chissà cosa deve aver pensato dopo aver visto cambiare quattro governi in tre anni dal 2011 a oggi. «Il futuro» considera Riddle «dipende dalle scelte politiche» e molti politici sono contro una possibile amnistia. Il giudice ha sentito altrettante volte dire che “il governo vuole intervenire sulla situazione delle carceri”, ma la vera cifra delle decisioni arriva solo «dopo il voto del parlamento», e in effetti i continui valzer di governo non devono aver fatto una buona impressione oltremanica.

Perché nonostante la Torreggiani, nonostante i continui annunci, nelle carceri italiane ci sono ancora 15mila detenuti in più rispetto alla capienza massima ufficiale. Senza contare, e Riddle richiama anche questo aspetto, la difficoltà dell’assistenza medica all’interno delle strutture detentive, definite “pessime” da Gonnella, che denuncia al magistrato come alcuni detenuti debbano anche aspettare più di 24 ore per vedere un medico quando in stato di necessità.

Una sentenza su cui il ministero della giustizia, il governo e il parlamento dovranno ovviamente interrogarsi, anche perché il rischio è quello di creare precedenti in quantità, agevolando il lavoro della criminalità organizzata e intralciando quello di investigatori e magistratura. Ecco perché risolvere il tema carceri è interesse non solo della popolazione carceraria.

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