Ego politicoPer un dibattito politico veramente europeo

Finora votare alle elezioni europee per i cittadini dell'Ue (per gli italiani in particolare) significava dare una preferenza per il partito politico preferito, quello che di solito si vota alle e...

Finora votare alle elezioni europee per i cittadini dell’Ue (per gli italiani in particolare) significava dare una preferenza per il partito politico preferito, quello che di solito si vota alle elezioni nazionali. Questa volta sarà diverso per numerose ragioni. Innanzitutto sono aumentati i poteri del Parlamento europeo e quindi dei parlamentari eletti. L’Europa stessa ha rafforzato le caratteristiche politiche rispetto a qualche anno fa. Inoltre i cittadini devono decidere che futuro (e se c’è un futuro) deve avere l’Unione europea, in particolare nella devoluzione di ulteriori poteri dagli stati e le questioni monetarie legate al funzionamento dell’Euro e della Banca centrale europea. Infine, per la prima volta, la nomina del presidente della Commissione europea (diciamo una sorta di presidente del Consiglio dell’Europa) dipenderà dagli equilibri del Parlamento e quindi degli eletti da parte dei cittadini. Tutto questo rende molto importante quanto meno essere informati sugli argomenti europei, sui candidati alla presidenza della Commissione e sulle diverse proposte delle forze politiche e dei candidati.

In Eurovisione ci sarà il 15 maggio un dibattito con i candidati presidenti (Martin Schulz per il Pse, Jean-Claude Juncker per il Ppe, Alexis Tsipras per la Sinistra europea, Guy Verhofstadt per l’Alde, Josè Bové e Ska Keller per Verdi/Ale) la cui conduzione sarà data alla direttrice di Rainews24 Monica Maggioni.

L’Italia, Paese che si dice europeo e che in effetti è stato tra i fondatori delle prime istituzioni Ue, pecca nei temi sovranazionali e se prima era definibile come un peccato veniale oramai è considerabile una grave mancanza visto che alcune politiche vedono l’Europa avere la precedenza sui singoli stati. Sarebbe opportuno che la Rai e i talk show dei vari canali tv dessero  spazio a queste candidature europee anche invitando i candidati a un confronto. La Germania lo farà anche se pecca nel limitarsi a un dibattito a due tra il candidato dei socialisti (che è tedesco) e quello dei popolari, dimenticandosi degli altri. Anche perché una democrazia funziona se le varie proposte politiche hanno un adeguato e proporzionato accesso ai media e alla divulgazione delle proprie idee per avere la possibilità di essere ascoltati e votati. Scartare o limitare una parte delle forze politiche (che comunque rappresenteranno decine di milioni di cittadini europei) è un modo per deformare l’esito del voto, un effetto che un’Europa che vuol rafforzare la propria democrazia tanto quanto l’unione politica deve sicuramente evitare.

Facebook: Emanuele Rigitano
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