Il CorsivistaI voti adottivi

        La vittoria è stata schiacciante. Il centrosinistra ha vinto queste elezioni. Le ha vinte Renzi, e le ha vinte dimostrando che la politica conta meno di chi la fa. In questa tornata eletto...

La vittoria è stata schiacciante. Il centrosinistra ha vinto queste elezioni. Le ha vinte Renzi, e le ha vinte dimostrando che la politica conta meno di chi la fa.

In questa tornata elettorale non sono stati decisivi i programmi, le promesse o gli 80 euro. Piuttosto hanno fatto vincere il bel faccione rassicurante di Matteo Renzi, il suo deciso irrompere nella scena parlamentare e le sue doti di comunicazione che non lasciano spazi al pessimismo della crisi che negli ultimi anni ha accompagnato la nostra agenda.

Mettici in più un Grillo che non ha saputo mantenere parte del suo elettorato (come non aveva saputo comprendere alcuni dei suoi grillini, chiamati poi “dissidenti”) e una destra sgretolata, un po’ dalle beghe del vecchio che assiste gli anziani, un po’ dal giovane traditore del vecchio che assite gli anziani ed il gioco è fatto. 

Adesso il Pd si ritrova diversi voti adottivi. Non propriamente suoi. Buona parte sono voti di speranza, di incarico. Un incarico che per la prima volta gli viene dal basso e che di fatto lo legittima. Sono questi voti, quelli “presi in prestito” che potranno fare la differenza nel fututo della politica italiana. Il Pd per una (s)volta buona lo capisca e li tenga con sé più a lungo possibile. Se non lo farà potrebbe sancire con le proprie mani la fine della sua storia.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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