Vanilla LatteIn Alaska, la sfida dei due candidati con lo stesso nome

Entrambi sono esponenti di spicco del Partito Repubblicano, a livello statale. Entrambi hanno deciso di candidarsi alle prossime elezioni primarie del GOP. Entrambi si chiamano Dan Sullivan. Accade...

Entrambi sono esponenti di spicco del Partito Repubblicano, a livello statale. Entrambi hanno deciso di candidarsi alle prossime elezioni primarie del GOP. Entrambi si chiamano Dan Sullivan. Accade nello Stato americano dell’Alaska, l’ultima frontiera, anche nota come “la terra del sole di mezzanotte”, dove il caso ha voluto che il Commissario del Dipartimento delle Risorse Naturali e il Sindaco di Anchorage, in corsa nelle primarie repubblicane per due importanti incarichi, siano accomunati dallo stesso, identico, nome: il primo, Daniel S. Sullivan, per la candidatura al Senato degli Stati Uniti, in vista delle elezioni mid-term del prossimo novembre; il secondo, Daniel A. Sullivan, per il posto da Vice Governatore. Due competizioni differenti, un nome identico. E sulla scheda elettorale delle primarie del 19 agosto, racconta il Wall Street Journal, saranno presenti entrambi. Dan Sullivan e Dan Sullivan.

“Jeff Johnson, the name you know” (“il nome a voi noto”), ripeteva lo slogan del protagonista del film del 1992 “Il Distinto Gentiluomo”, in cui Eddie Murphy riusciva a farsi eleggere al Congresso semplicemente presentandosi alle urne con lo stesso nome di un noto candidato recentemente defunto. Qui, il nome noto al pubblico dell’Alaska è “Dan Sullivan”, appartiene a due candidati diversi del medesimo schieramento, e la cosa sembra essere causa di notevole confusione. Tra gli organi di informazione, in primis, che già in diverse occasioni hanno pubblicato o mandato in onda le foto del candidato sbagliato (cosa che, solitamente, avviene anche in assenza di casi di omonimia…), ma anche e soprattutto nell’elettorato: secondo i sondaggi, riporta il Wall Street Journal, circa un terzo dei Repubblicani dell’Alaska che probabilmente andranno a votare alle primarie non sono in grado di distinguere un Dan Sullivan dall’altro. Un dato piuttosto preoccupante, anche considerando il fatto che uno è l’ex procuratore generale dello Stato, mentre l’altro è l’attuale Sindaco della città più popolosa dell’Alaska.

A dispetto dell’estrema improbabilità dell’evento, non è la prima volta che, negli Stati Uniti, si verifica un caso di omonimia così eclatante. Solo qualche anno fa, nella ridente località di San Clemente, nella Contea di Orange in California, il consigliere comunale uscente Bob Baker venne sfidato alle elezioni da un neo-candidato di nome Bob Baker. Al fine di evitare fraintendimenti, il primo decise di aggiungere il numero “1” prima del suo nome, mentre il secondo optò per uno “0” (zero): alla fine, venne (ri)eletto il numero uno, il quale però dovette sobbarcarsi una spesa record di 35 mila dollari tra cartelloni, t-shirt e altro materiale promozionale, cifra non indifferente per una cittadina di soli 64 mila abitanti. “Se dovessi mai ricandidarmi, utilizzerò lo stesso materiale, così da ricordare alla gente che sono il numero uno”, dichiarò ironicamente il Bob Baker vincente. Nel 1985, in Louisiana, un deputato statale chiamato Jon D. “Peaches” Johnson dovette fronteggiare un avversario che addirittura cambiò il suo nome in “John Peaches Johnson”, un escamotage tanto fantasioso quanto inutile, alla luce del risultato.

A complicare le cose, in Alaska, la volontà da parte di entrambi i Dan Sullivan di non utilizzare le iniziali del secondo nome, “S.” per il candidato al Senato, “A.” per il Sindaco, o di preferire il nome completo “Daniel” al posto del diminutivo “Dan”, assai più conosciuto e familiare. Sia l’uno che l’altro, insomma, sostengono di essere l’originale Dan Sullivan. Una scelta che, oltre a creare confusione e smarrimento anche negli elettori più attenti, potrebbe rivelarsi rischiosa anche per gli stessi candidati. Componenti dello staff dell’aspirante senatore, per esempio, temono che il “loro” Dan Sullivan possa essere penalizzato dal difficile rapporto del suo omonimo con i sindacati. Sul fronte del sindaco, invece, c’è il timore che gli elettori facciano la croce solo sul Dan Sullivan nella parte più in alto della scheda, quella del Senato, facendo così perdere consensi all’aspirante vice governatore. La questione appare alquanto complicata. Con l’avvicinarsi del voto non sembra che all’orizzonte si intravedano plausibili soluzioni. La peggiore delle ipotesi, per loro, è che i due candidati si indeboliscano a vicenda, mettendo così in serio rischio l’elezione di Dan Sullivan. E anche quella di Dan Sullivan.

Non si interrompe un’emozione, figuriamoci la Soncini!

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