Vanilla LatteLa catena di ristoranti Panera: “Clienti, lasciate le armi a casa”

Ci sono ristoranti che proibiscono l'ingresso ad animali domestici, o si limitano a dire no a quelli più selvatici. Ci sono ristoranti che hanno invece bandito la tecnologia, chiedendo di non entra...

Ci sono ristoranti che proibiscono l’ingresso ad animali domestici, o si limitano a dire no a quelli più selvatici. Ci sono ristoranti che hanno invece bandito la tecnologia, chiedendo di non entrare muniti di smartphone o tablet. Ci sono ristoranti che hanno espresso il divieto di fotografare i piatti. E da qualche tempo, ci sono anche i ristoranti che, ai propri clienti, chiedono cortesemente di…non portare armi da fuoco.

A effettuare questa scelta, negli ultimi giorni, è l’americana Panera Bread, fondata nel 1981 a Kirkwood, Missouri, da Louis Kane e Ron Shaich (all’epoca si chiamava “Au Bon Pain”, Co.), catena di caffetterie-pasticcerie-panetterie in forte crescita, che conta oltre 1800 locali tra gli Stati Uniti e il Canada e che, negli ultimi tempi, si è proposta come seria alternativa ai colossi del fast-food, rientrando nella categoria dei cosiddetti “fast-casual” (assieme a Chipotle Mexican Grill e Culvers, per menzionare altri due esempi in ascesa) che attraggono sempre più clienti, in particolare tra le giovani leve.

Da Panera, l’offerta è ampia. Oltre a una vasta gamma di dolci, biscotti, brioche e pietanze tipiche della colazione – rigorosamente fatte in casa – si possono trovare sandwich, piatti di pasta, zuppe, piadine, focacce, insalate, caffè e frullati. Ma nel menù, d’ora in poi, niente pistole, fucili o mitragliatrici. Con una scelta di politica aziendale che ricalca quelle, analoghe, già intraprese da altri marchi (Sonic Drive-In, Chili’s Grill & Bar, Chipotle e Starbucks, per l’esattezza; le prime due, dopo una “visita” poco gradita da parte di membri del gruppo pro-armi “Open Carry Texas”, muniti di fucili d’assalto), Panera Bread ha espressamente richiesto ai suoi clienti di non portare armi nei propri locali. “Noi riconosciamo i diritti di ciascuno, ma riconosciamo anche il fatto che stiamo costruendo delle comunità nei nostri caffè, dove la gente viene per un po’ di relax”, ha affermato a CNBC il CEO della società, Ron Shaich. “Per questo motivo, stiamo semplicemente e rispettosamente chiedendo alla gente di lasciare le proprie armi da fuoco a casa”. Insomma, il messaggio sembra essere chiaro: le persone vanno da Panera per mangiarsi un brownie e bersi un caffè macchiato, non certo per schivare i proiettili.

Una decisione, assunta da una catena che, ad oggi, mai ha ospitato sparatorie o altri disordini, che riporta la luce dei riflettori – in realtà mai allontanatasi – sulla vexata quaestio delle armi da fuoco e del diritto dei cittadini statunitensi, riconosciuto dal secondo emendamento della Costituzione Usa, di possederle, un argomento alquanto delicato, e infinite volte oggetto di contesa mediatica e politica. I vertici di Panera hanno specificato di avere intenzione di continuare a seguire le leggi statali e locali relative alle armi da fuoco. Inoltre, ai dipendenti della catena non sarà richiesto di far rispettare questa richiesta agli utenti, né saranno affissi cartelli di alcun tipo nei locali. “Di certo non metteremo i nostri associati nella posizione di doversi confrontare con qualcuno munito di una pistola: i nostri manager di caffetteria non dovranno svolgere il ruolo degli agenti”, ha aggiunto Shaich.

Mentre ancora non si hanno notizie di eventuali reazioni da parte della influente lobby della NRA – National Rifle Association, che da sempre si batte per la difesa del Secondo Emendamento (e che, per onor di verità, aveva duramente criticato le manifestazioni in cui realtà minori avevano ostentato armi da fuoco all’interno di ristoranti, bollandole come “spaventose”), associazioni come la Moms Demand Action, che lottano per una riforma della legge in materia, hanno accolto con favore la notizia legata a Panera. “Dopo mesi di discussioni tra Panera e Moms Demand Action, Panera sta prendendo una posizione attiva in favore della sicurezza delle nostre famiglie”, ha dichiarato Shannon Watts, fondatrice dell’organizzazione. “Le mamme sono le consumatrici-in-capo nelle abitazioni e premieranno le compagnie che prenderanno una posizione per la sicurezza delle famiglie, invitando altre catene nazionali a seguire questo esempio”.