Pizza ConnectionQuel mondo di mezzo troppo frequentato da chi è in cerca di consenso

Nel pezzo di oggi firmato con Alessandro da Rold, “Alemanno connection, da Mafia Capitale alla 'Ndrangheta”, si incontrano almeno due passaggi cruciali che attraversano i legami della politica con ...

Nel pezzo di oggi firmato con Alessandro da Rold, “Alemanno connection, da Mafia Capitale alla ‘Ndrangheta”, si incontrano almeno due passaggi cruciali che attraversano i legami della politica con le mafie: l’ormai noto, per dirla con Carminati, “mondo di mezzo” e le “conoscenze concatenate”, che tanto consenso e tanti affari hanno portato alle ‘ndrine calabresi che si sono insediate al nord con il benestare di certa politica e certa imprenditoria.

«Attraverso il meccanismo delle conoscenze concatenate (…) possono arrivare agevolmente ai vertici politici ed entrare in contatto con personaggi di rilievo governativo e nazionale. Che Alemanno  –  così com’è  –  non avesse idea alcuna di chi fossero in realtà i Lampada conta poco o nulla. Quello che conta è che il gruppo mafioso riesca ad accedere a determinate relazioni personali di favori alla quale mai avrebbe potuto avvicinarsi se non beneficiando della rete di compiacenze mafiose».

Così scriveva il gip di Milano Giuseppe Gennari nell’ordinanza che nel novembre del 2011 portò in manette le leve del clan Valle-Lampada, attivo nel milanese e in Lombardia. Alemanno, non indagato nell’ambito di quell’inchiesta, finisce nelle carte della Direzione Distrettuale Antimafia di Milano coordinata da Ilda Boccassini per i suoi rapporti con il consigliere regionale della Calabria Francesco Morelli. Alemanno fu tra i principali sponsor del Morelli, poi arrestato e condannato in appello a 8 anni e 3 mesi. Nelle carte dell’inchiesta milanese il nome di Alemanno è legato a un evento che si svolse nell’aprile del 2008 organizzato al Cafè de Paris di Roma da Giulio Lampada, ritenuto il boss dell’omonimo clan.

Insomma il “mondo di mezzo” a Milano erano le “conoscenze concatenate”. Inconsapevoli o meno lì, in mezzo al mondo o alla catena, c’è un problema da cui i politici, pur quando ignari non si guardano mai dal frequentare, perché “in campagna elettorale si va da tutti e in tutti i posti possibili”. Non avessi sentito quest’ultima frase in un processo di mafia a Milano uscire dalla bocca di un sindaco chiamato a testimoniare non avrei virgolettato, e invece ci tocca. Perché quei non morti del mondo di mezzo sono un traghetto a cui rinunciare, per chi è in cerca del consenso facile, non si può.

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