The ®esistanceMigranti, braccino corto o manica larga?

MigrantiBraccino corto con i pensionati, di manica larga con gli immigrati. Matteo Renzi, nonostante la mancanza di fondi che avrebbero dovuto sopperire al pasticcio delle pensioni, apre il...


Migranti

Braccino corto con i pensionati, di manica larga con gli immigrati. Matteo Renzi, nonostante la mancanza di fondi che avrebbero dovuto sopperire al pasticcio delle pensioni, apre il portafoglio ai comuni che ospiteranno i migranti. Ma se Matteo ha sudato sette camicie per trovare pochi spiccioli per i lavoratori a riposo, che si sono dovuti accontentare di una “mancetta”una tantum, dove li pesca quelli per gli immigrati? Insomma, i soldi ci sono o non ci sono? E se c’erano, perché il premier non ha restituito equamente la mancata indicizzazione?

Quattrini a parte, il problema dei migranti si conferma come il principale argomento per lo scontro politico. Già, mentre il presidente del Consiglio apre ai migranti, Roberto Maroni è pronto a fare muro. Il Governatore della Lombardia minaccia di tagliare i contributi ai prefetti e ai sindaci che dovessero accettare nuovi arrivi. Una proposta condivisa dal governatore del Veneto Luca Zaia e dal neo presidente della regione Liguria Giovanni Toti.Ovviamente anche Matteo Salvini è pronto ad alzare le barricate. «Come Lega – annuncia il segretario del Carroccio – siamo pronti a bloccare le prefetture e a presidiare tutte quelle strutture che a spese degli italiani qualcuno vuole mettere a disposizione di migliaia di immigrati clandestini».

Non si fa attendere la replica di Renzi, dalla riunione del G7 in Germania. Il premier cerca di minimizzare la questione: «Il problema dell’immigrazione esiste, ma il tema è se continuare a urlare o coinvolgere l’Europa investendo nella cooperazione». La questione immigrazione, ricorda, è rimasta «colpevolmente aperta per troppi anni. Ci vorranno settimane, è un lavoro di serietà. È facile dire “occupiamo le prefetture”, si tratta di risolvere guai causati da chi oggi sta urlando». Insomma, il premier risponde per le rime a Roberto Maroni: «La politica del “facciamo tutto da soli”, “non chiediamo aiuto all’Europa” è figlia della decisione di un governo precedente. E quella di dividere i migranti tra le Regioni è stata presa da Maroni, che ora si è svegliato e dice il contrario». E ribalta la minaccia: «Dobbiamo dare incentivi, anche nel patto di stabilità, a quei Comuni che ci danno una mano». Ma il Governatore della Lombardia non torna indietro: «Farò quello che devo, non rispondo né agli insulti né alle parolacce». 

Mentre Maroni dal braccino corto gioca allo “scaricabarcone” e Renzi al buon samaritano, Bruxelles si arroga il lusso di non prendere alcuna decisione in merito. Tirando fuori un bell’alibi: non si è trovata l’intesa. Ecco, la solidarietà sull’immigrazione può attendere: l’approvazione della proposta della Commissione per ripartire 40mila richiedenti asilo tra gli Stati membri rischia di slittare a settembre. Insomma, l’Ue alza le mani. E dice all’Italia di arrangiarsi. Ecco, la soluzione è in alto mare.

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