Pizza ConnectionExpo Spa indagata due volte sulla responsabilità amministrativa, e il Tar bastona: «inescusabile fallimento del sistema dei controlli»

Expo Spa, ma che controlli fai? L'indagine a carico del presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni coinvolge anche per il direttore generale della stessa Expo Christian Malangone e la società E...

Expo Spa, ma che controlli fai? L’indagine a carico del presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni coinvolge anche per il direttore generale della stessa Expo Christian Malangone e la società Expo spa in base alle legge sulla responsabilità amministrativa degli enti (D.Lgs 231/2001). Ieri il pm Eugenio Fusco ha chiesto il rinvio a giudizio per Roberto Maroni. Il presidente della Regione è accusato di «turbata libertà nel procedimento di scelta del contraente e induzione indebita» per presunte pressioni per far ottenere un lavoro e un viaggio a Tokyo a due ex collaboratrici. L’udienza preliminare, come riporta il Corriere della Sera sarà il 30 settembre. Tra i sei indagati per i quali il pm Eugenio Fusco ha chiesto il processo, oltre al governatore lombardo, ci sono, come detto, Expo 2015 Spa, coinvolta in base alle legge sulla responsabilità amministrativa degli enti, il dg della stessa società, Christian Malangone, Andrea Gibelli, segretario generale del Pirellone e presidente di Ferrovie Nord Milano, Mara Carluccio, ex collaboratrice al Viminale di Maroni e il capo della segreteria del Governatore, Giacomo Ciriello.

«Sussiste la responsabilità della società EXPO 2015 per la sua incapacità di assicurare la legalità nella procedura di gara relativa all’aggiudicazione dell’appalto alla Ati Maltauro-Cefla»

Maroni replica in diretta via Facebook che «Si tratta di accuse ridicole (la promessa di un viaggio mai fatto, costo per la Regione: zero euro) destituite di ogni fondamento o rilevanza, formulate da un magistrato mosso da un evidente pregiudizio politico e incattivito dal clamoroso flop delle sue precedenti inchieste su Lega e Finmeccanica».

Se arriverà o meno il rinvio a giudizio lo sapremo dunque alla fine di settembre, quello che preme sottolineare in questo momento è un dato di fatto incontrovertibile, e cioè che per la seconda Expo Spa finisce nel mirino della procura meneghina riguardo la responsabilità amministrativa. Il primo episodio riguardava l’inchiesta sulle Vie d’Acqua per cui la società Expo è stata indagata, si desume dall’atto di conclusione delle indagini del 10 giugno scorso, sempre in base alla normativa sulla responsabilità amministrativa degli enti. Tradotto in italiano, citando il Tar nel suo giudizio dello scorso aprile riguardo gli appalti della società Maltauro «si prospetta un inescusabile fallimento del sistema dei controlli». E ancora «Sussiste la responsabilità della società EXPO 2015 per la sua incapacità di assicurare la legalità nella procedura di gara relativa all’aggiudicazione dell’appalto alla Ati Maltauro-Cefla», da cui Expo Spa, sempre stando al giudizio del Tar, si difende con tesi «fondate su un’illustrazione di fatti connotata da una legittimità soltanto apparente, prospettata per esonerarsi da ogni responsabilità, ma in un contesto che fa emergere una realtà completamente diversa».

La reazione di Roberto Maroni su Facebook dopo la richiesta di rinvio a giudizio da parte del pm Eugenio Fusco

Giudizio che ha aperto le porte alla procura per indagare Expo anche in quanto personalità giuridica preposta ai controlli. Dopo il parere del Tar infatti, prima con la chiusura indagini del 10 giugno, poi con la richiesta di rinvio a giudizio arrivata ieri e che coinvolge la stessa Expo, la procura ha deciso di intervenire mettendo sotto accusa la Expo Spa per i mancati controlli sanciti dalla 231/2001.  Due volte in meno di sei mesi. Fortuna che a ottobre si sbaracca. Ma, dicono i ben informati, sarà proprio da lì, a riflettori spenti, che se ne vedranno delle belle.

Intanto chissà cosa ne pensano il Tar e l’Anac di Raffaele Cantone riguardo il fatto che il legale che difenderà Roberto Maroni, in caso di processo nella vicenda in cui è coinvolto con Expo Spa, è un certo Domenico Aiello fresco di nomina da parte dello stesso governatore nel Consiglio di Amministrazione di Expo e avvocato storico di “Bobo” (nonchè uomo che sussurrava all’ex pm di Milano Alfredo Robledo). Un corto-circuito niente male.

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