Faust e il Governatore11 settembre 2001, una data da non dimenticare

 Sono toccanti le parole del Memorial September 11, che ogni anno invita a commemorare e non dimenticare tutti coloro che sono deceduti nelle Torri Gemelle quella tragica mattina del 2001: "As t...

Sono toccanti le parole del Memorial September 11, che ogni anno invita a commemorare e non dimenticare tutti coloro che sono deceduti nelle Torri Gemelle quella tragica mattina del 2001: “As the anniversary of September 11 approaches, our thoughts are once again with all those who lost loved ones on that tragic morning. We remember the names, faces, and lives of the men, women, and children who were killed, and look for ways to ensure that each and every one of them is not forgotten. As we commemorate here at the Memorial, we invite you to join us in remembering September 11 and all that this day means”. 

Non dimentichiamo. Lo scrittore Christian Salmon l’altro giorno su Repubblica ha spiegato come l’11 settembre abbia dato via alla guerra delle narrazioni (alias storytelling): “La posta in gioco non sono più dei territori o delle risorse naturali, ma il controllo della narrazione dominanti, l’attenzione e il credito che riceve. Questa guerra ha come teatro delle operazioni non più i campi di battaglia tradizionali, ma gli schermi dei nostri computer e cellulari, e come armi non più aerei e carri armati, ma storie, immagini, metafore che circolano sui social network. E’ una guerra che mobilita immagini e parole ai fini di persuasione o seduzione”.
 

September 11 Memorial

Salmon vuole dirci che, nell’era della civiltà delle immagini, l’attentato dell’11 Settembre 2001 non era solamente mediatico, ma media-attivo, nel senso che l’effetto di stupore prodotto dale immagini prosegue la sua azione corrosive molto tempo dopo l’evento. Si ha una “trasfusione di terrore” attraverso le immagini della tv e sui nostrismartphone. 

Come parlarne con i nostri figli? Nell’era della trasparenza, una riflessione è dovuta. Io sono stato al September 11 Memorial. E’ una visita che va fatta. Perchè la memoria è la risorsa che ci consente di elaborare il lutto e trovare le forze per andare Avanti e guardare con fiducia al futuro.

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