Faust e il GovernatoreIl Califfato islamico aiuta l’integrazione in Occidente, tramite l’emigrazione

 Come ha evidenziato tempo fa Bernard-Henry Lévy sul Corriere della Sera il Califfato islamico o Isis - nato essenzialmente per bloccare la globalizzazione - sta causando il più grande flusso mi...

Come ha evidenziato tempo fa Bernard-Henry Lévy sul Corriere della Sera il Califfato islamico o Isis – nato essenzialmente per bloccare la globalizzazione – sta causando il più grande flusso migratorio intercontinentale che la storia ricordi.
La sconfitta culturale di queste persone ossessionate sta tutta nella fuga dei loro vicini di casa. Nato per difendere il mondo musulmano dalla contaminazione con l’Occidente, il Califfato conquista terreno con le armi scatenando una vera e propria guerra civile. La conseguenza è la migrazione di migliaia di musulmani verso l’Europa. La risultante complessiva è una formidabile accelerazione dell’osmosi tra popoli di continenti, culture e religioni diverse.

In relazione a un possibile intervento militare in Siria, a fianco del terribile Bashar Assad, mettendo insieme Russia e Stati Uniti, l’ex presidente del Consiglio Giuliano Amato pensa che si sia superata la misura e che sia necessario fare qualcosa contro l’Isis, definito un pericolo paragonabile al nazismo. In una intervista a Claudio Cerasa, direttore del Foglio, il dottor Sottile dice:
 

”Bisogna mettersi in testa che la minaccia costituita dallo Stato islamico è una minaccia non inferiore a quella rappresentata dal nazismo nello scorso secolo. E se ci fosse un Kissinger in Europa non avrebbe dubbi su che fare. Non possiamo fronteggiare l’onda lunga della fuga dei siriani senza affrontare in modo efficace il problema siriano. E a questo fine non bastano i droni”. Giuliano Amato si schiera per un’azione militare proporzionata al livello della minaccia, quindi superiore rispetto agli attuali bombardamenti, iniziati un anno fa e finora incapaci di far arretrare l’ISIS”. 
”Se dovessi immaginare una soluzione ideale come modello per portare avanti un intervento militare immagino quel che abbiamo fatto nei Balcani: robusto intervento militare e promozione di poteri locali misti”. Il giudice costituzionale esclude che la nostra Carta impedisca una simile azione. ” L’Italia ripudia la guerra solo come mezzo di aggressione degli altri, ma non la esclude affatto per difendersi. E per difenderci dall’ISIS non dobbiamo aspettare che arrivi in Pianura padana”.
 

Henry Kissinger

Nella realpolitik internazionale vale il concetto che il nemico del mio nemico è mio amico, per cui dobbiamo sperare che Obama si metta d’accordo con Putin per aiutare il pessimo Assad a sconfiggere militarmente il Califfato Islamico, prima che la sua espansione in Kurdistan, in Iraq e in Siria diventi letale”.

L’Occidente rischia di sbagliare in qualsiasi caso. Se non interviene, l’Isis si allarga. Se interviene, viene accusato di infrangere la sovranità altrui. Un bell’impasse.

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