PMI & Made in ItalyIl welfare come leva strategica per la produttività

La Legge di Stabilità 2016 ha riportato alla ribalta, in maniera centrale, il tema del welfare aziendale, ossia la possibilità per le aziende di erogare, in alternativa a premi economici, alcuni be...

La Legge di Stabilità 2016 ha riportato alla ribalta, in maniera centrale, il tema del welfare aziendale, ossia la possibilità per le aziende di erogare, in alternativa a premi economici, alcuni benefits, sotto forma di beni e servizi. Questa è una pratica già particolarmente espansa nelle aziende di grandi dimensioni e sta prendendo sempre più piede anche nelle PMI, attente alla qualità della vita dei propri dipendenti.

Il welfare è diventato, da poco, anche un Indice in Italia.

Difatti, con il “Welfare Index PMI” promosso da Generali, con la collaborazione di Confagricoltura e Confindustria, si è sviluppato il Primo Rapporto Nazionale 2016 sul Welfare nelle piccole e medie imprese che in Italia sono 5,9 milioni e occupano 14 milioni di addetti: oltre l’80% della forza lavoro del settore privato. Questo Indice ha coinvolto 2.140 aziende per misurare dieci piani di intervento delle piccole-medie imprese: dalla previdenza integrativa alla salute, dalle assicurazioni per i dipendenti e le loro famiglie, fino ad arrivare alla tutela delle pari opportunità e del sostegno ai genitori. Si sono anche analizzate la formazione, la sicurezza, la possibilità di conciliare lavoro e famiglia, il sostegno economico ai dipendenti, alle mobilità delle generazioni future.

Il welfare è dunque sempre più strategico e deve essere parte integrante delle politiche sostenibili di sviluppo delle nostre imprese. Consente, inoltre, di valorizzare il brand dell’azienda e di accrescerne la capacità di attrarre e fidelizzare i maggiori talenti, grazie a un miglioramento del clima aziendale. Tutto ciò avviene a fronte di un contenimento del costo del lavoro.

Il 45% delle PMI italiane (quasi una su due) risulta oggi attiva in almeno una delle dieci aree del welfare aziendale.

Sta maturando, dunque, sempre di più, la consapevolezza che l’attenzione al benessere socio-economico dei dipendenti e della comunità territoriale possa diventare per le PMI un vantaggio competitivo nella crescente competizione globale. Adottare pratiche di welfare è un’operazione win-win per tutti gli stakeholder in gioco. Vincono i dipendenti, che vedono aumentare il proprio reddito reale, come vincono gli imprenditori, che ottengono un ritorno per l’azienda, in termini di miglioramento della produttività aziendale e di capacità di attrarre talenti e benefici fiscali. L’importanza di istituire tali azioni non può che essere sottolineata in modo positivo e la linea del Governo è la strada giusta per incentivare l’adozione sostenibile di queste pratiche che portano benefici sostanziali a tutti i soggetti in gioco.

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