ApotropaicoEducazione, etica, identità – Triade necessaria

Punti fondamentali che sempre è bene avere nell’agenda personale. Qualche spunto e riflessione sui capisaldi che hanno retto casa nostra, e vicini di cortile, fino ad oggi. Indicazioni in pillole ...


Punti fondamentali che sempre è bene avere nell’agenda personale. Qualche spunto e riflessione sui capisaldi che hanno retto casa nostra, e vicini di cortile, fino ad oggi. Indicazioni in pillole da leggere in/nel silenzio perché – citando Tolstoj – “Le più grandi cose di questo mondo accadono nell’umiltà dell’assenza di clamore”


Se perfino i centri dell’intellighenzia nazionale sembrano una Réunion di post commento calcistico la rovina è tremendamente vicina. Chiamare le cose con il loro (esatto) nome è sempre un esercizio utile ai più che, facilmente, dimenticavano la presenza – educativamente caparbia – della menzogna divinamente presente in questo mondo.

Andiamo per punti.

Si sente parlare, praticamente ad ogni vigilia politica, di futuro obbligato verso l’Europa. Aut – Aut che non permette altri ripensamenti. L’Europa è il futuro, gridano i più dimenticando che al futuro ci sono diversi modi d’avvento. Primo fattore: Educazione. La mancanza di possibilità di dar voce perfino alle più piccole minoranze è tragedia democratica. Si sia onesti: si torni al regime. Evitiamo incoerenza in potenza. Si sente ugualmente parlare di questa Unione Europea, che tutto sa e tutto accoglie, che però, all’uomo della strada, appare fumosa, intangibile, quasi vaporosa. Prima perlomeno si aveva il gusto, e l’affabile ironia, di trasmettere Don Camillo di Guareschi per svegliare le coscienze nel segreto elettorale, ma ora?

Secondo fattore: Etica. Rileggendo i trattati nativi, di questa creatura, par proprio che i fondatori avessero a cuore gli uomini della strada. Viene da chiedersi chi sia l’ottuso in tutto ciò. Non si sente per nulla parlare di ciò che ha permesso l’Europa, fecondamente, l’elevazione da pantano a stato. San Benedetto a parte, che par dai più trattato come un bifolco, è palpabile una determinata corrente di fanta storia o pseudo politica che – onestamente mi è ignoto – concepisce la nascita dagli anni ’70 in poi. L’Educazione non si improvvisa. Sarebbe degno, anche per la stessa Europa, ritrovare ciò che in maniera fondamentale ha gettato pilastri del nostro odierno presente.

Articolo 5 – Proibizione della schiavitù e del lavoro forzato: Nessuno può essere tenuto in condizioni di schiavitù o di servitù.

Carta fontamentale dei diritti dell’Unione Europea

Terzo fattore: Identità. Il consumismo, come destinatario di se stesso, è solo la rovina del mondo per come lo si conosce oggi. Non ne sono ben convinti i mercati che, in maniera piuttosto gagliarda, pomposamente dimostrano che la produzione è la salvezza di ognuno di noi, non ricordando, affabilmente, i tempi in cui la fabbricazione aveva preso il posto dell’intelletto. Eppure qualsiasi religione invita a non idolatrare il feticcio come Dio, pena l’auto degradazione. Ma come può un uomo interrogarsi su se stesso quando persino le più timide introspettive riflessioni sono messe al bando?

Siamo pieni di statistiche, andamenti, report, analisi, studi di settore sulle nostre abitudini al fine di prevedere, alle volte prevenire, un prossimo e probabile collasso. Tutto secondo manuale, ma la bontà del lavoro come strumento per dignitare?

{In barba alla statistica tragicomica: il fondo monetario internazionale rivede le stime di crescita [clicca qui] e il dilemma Brexit – alla fine della fiera – non ha spaventato poi così tanto.}

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