La City dei TartariW il Perfettibile (nota breve e oscura)

Rendere il tutto perfettibile, di nuovo: ecco cosa cambierebbe veramente il paese. Riconoscere le imperfezioni, farle diventare uno strumento di cambiamento. Nato e cresciuto negli anni della conte...

Rendere il tutto perfettibile, di nuovo: ecco cosa cambierebbe veramente il paese. Riconoscere le imperfezioni, farle diventare uno strumento di cambiamento. Nato e cresciuto negli anni della contestazione, sommerso nel riflusso, nell’apostastia di reato, lanciato a giocare con figli delle decine di classi medie italiane su spiagge alterno-popolari, so che tutto rimarra’ sbilanciato, qui, a sud delle Alpi, fino quando non riammetteremo la nostra mancanza di perfezione, di misura, di democrazia vera e di contenuto.

Il contenuto. Quella parola che gira nella testa, ogni volta che ascolto un politico. Le sue idee, cosa rappresentano, a cosa indicano, quale luna o pianeta cercano di rappresentare.

Stanco, di attese inesorabili e lente, di cambiamenti di DNA che sono invece solo, spesso, cambi di scena, di luci, di costumi. Forse, dopo decenni di questa aspettativa sempre delusa, uno si affida, sprovveduto, per prossimita’ personali, intellettuali, uno riconosce un percorso, uno stesso desiderio. In un mondo dove il posizionarsi contro funziona sempre, per raccattare la serata, riconosco chi ci prova, chi rischia. Chi osa nonostante ogni cosa consigli prudenza, machitelofafare.

Rendere tutto perfettibile, instabile, forse. Ma ancora una volta affascinante, da reinventare. Come se un bulldozer radesse al suolo tutti i centri storici e i monumenti, e fossimo costretti a ricostruirli, a ripensarli per i prossimi venti, trenta anni. Sulla base dell’oggi, delle grandi emozioni edulcorate che attraversano le onde medie, le reti neurali in cui viviamo. O in cui una parte di noi, l’1 od il 2 per cento, vive, si sbraciola e si narra ogni istante. Come se quel racconto personale avesse valore. No. Non contiamo nulla, se non quando siamo al centro del movimento, dell’esondazione umana che diventa proposta, idea, CONTENUTO, siamo la politica in quanto rappresentiamo quella minoranza risicata che poi deve guidare, far pensare e far ragionare il restante 99 per cento. O, molto probabilmente, questa e’ solo un’illusione, una pia visione del mondo dove non siano pancia, rabbia e sentimenti forti a guidare l’azione, ma ragione, voglia di costruire nel lungo periodo, per gli altri, per quegli altri che forse non conosceremo mai. Rendere tutto perfettibile, positivo, inesauribile fonte di problem e di soluzioni. Oltre la palude. Della classe media sedentaria, del jetset temporaneo, dei riservisti della rivoluzione ma solo per lavori da ufficio, degli eterni presenti, dei giovani vecchi, degli immaturi da tastiera, degli storyteller e degli attiministi fuggenti.

Tutto e’ perfettibile e rivedibile, o spero che lo diventi dal 5 dicembre mattina.

Soundtrack – Dave Pike – Jazz for the Jet Set

https://www.youtube.com/watch?v=jvoSSkp2Njc

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