Banca(rotta)“Banchieri, vigilanti e politica hanno mentito per anni sulla vera situazione delle banche”: buongiorno “dottor House”!

Riprendiamo gli interventi dopo la pausa natalizia, che ci auguriamo sia stata ritemprante e serena per tutti voi, prendendo in considerazione una interessante intervista (consultabile a questo ind...

Riprendiamo gli interventi dopo la pausa natalizia, che ci auguriamo sia stata ritemprante e serena per tutti voi, prendendo in considerazione una interessante intervista (consultabile a questo indirizzo per chi fosse interessato) che qualche giorno prima di Natale il dottor Roberto Mazzotta – politico e banchiere di lungo corso – ha concesso al Corriere della Sera.

Le parole che commenteremo hanno ispirato l’immagine di copertina, tratta dal celeberrimo serial televisivo Dr. House – Medical Division, il cui personaggio principale (interpretato dall’ottimo attore britannico Hugh Laurie) era solito dire ad ogni occasione, non senza qualche valido motivo: “everybody lies“, cioè “tutti mentono“.

Leggendo, infatti, le dichiarazioni di Roberto Mazzotta (alias Gregory House), l’incipit dell’intervista non lascia alcun dubbio sul senso delle parole del banchiere:

«Tutto l’establishment ha mentito sullo stato di salute delle banche: banchieri, vigilanti, politica. Così abbiamo perso anni di possibile ripresa economica. L’intervento dello Stato andava fatto prima.»

Ricordiamo che sta parlando un personaggio che, fra le altre cose, è stato eletto Deputato nelle file democristiane per quattro legislature, è stato Sottosegretario di Stato nel 1974 e Ministro per gli Affari Regionali nel 1980 col Governo Forlani, e negli anni ha assunto le cariche – ex multis – di presidente di Cariplo, presidente dell’associazione delle Casse di Risparmio, presidente dell’Istituto Internazionale delle Casse di Risparmio, vice presidente dell’IMI e dell’ABI.

Si tratta, quindi, di un addetto ai lavori, un banchiere di lungo corso ben addentro alle segrete cose degli affari e della finanza e, se le sue parole non stupiscono affatto (si vedano, ad esempio, i precedenti posts dal titolo Banca d’Italia ed il vizio inveterato di mistificare la realtà: “le banche italiane non fronteggiano una crisi sistemica” ovvero Fandonie di Stato: “Le nostre banche? Più che mai solide!” Così “solide” da non farcela a restare a galla… e affondare! , nei quali esprimevamo lo stesso concetto), quello che sorprende è la tempistica di un tale intervento, nonché il vero motivo che lo anima.

Vediamo, dunque, i passaggi più interessanti dell’intervista al dottor Mazzotta.

Il banchiere testualmente afferma che:

«Per varie ragioni abbiamo mantenuto un sistema bancario estremamente appesantito dai crediti in sofferenza. Con 380 mila imprese artigianali e industriali fallite in Italia abbiamo avuto un cambio strutturale dell’economia; in un sistema bancocentrico come l’Italia le difficoltà sono diventate perdite che le banche hanno rifiutato di esporre, con responsabilità delle autorità che hanno avallato questa posizione. Hanno detto bugie.»

Concetto perfettamente chiaro e cristallino, ma traduciamolo ancora più semplicemente:

le banche hanno scientemente nascosto le perdite nei bilanci, rendendo questi ultimi del tutto inattendibili, così falsando gravemente la rappresentazione del proprio stato di salute, con la complicità delle autorità di vigilanza che ne erano consapevoli (altrimenti come si farebbe ad “avallare” tale comportamento, secondo le parole di Mazzotta?) e che hanno volontariamente chiuso gli occhi.

Come sintetizzare quanto sopra in due parole soltanto? Semplice: bilanci falsi!

Anche questo, peraltro, non sorprende più di tanto, perché basterebbe andare a vedere cosa scrivevamo, ad es., nel precedente post dal titolo Il vaso di “Bancora”: brevi note sul credito deteriorato delle banche e sui più che legittimi dubbi circa i numeri ufficiali dove testualmente affermavamo, dati alla mano, che:

“sembra proprio che l’Italia non sia più una Repubblica democratica fondata sul lavoro, alla stregua di quanto messo nero su bianco dall’Assemblea Costituente, bensì sempre più fondata sul falso in bilancio, come oramai certificato dagli scandali a tutti i livelli che si susseguono da molti decenni, ai quali anche le banche (l’ex “salotto buono” della finanza) non hanno – ahinoi! – saputo e/o voluto sottrarsi.”

E quando parlavamo nel post dal titolo Fra un CET1 e un Cetto La Qualunque chi è il più affidabile? Note critiche sulla supposta solidità “ufficiale” delle banche dell’attendibilità dei coefficienti di solidità patrimoniale (tanto “sbandierati” dal sistema bancario), arrivando ad scrivere nero su bianco che:

“sempre più spesso le cifre riportate nei bilanci bancari – ed il tanto sbandierato CET1 ratio non fa alcuna eccezione! – sono tanto attendibili quanto lo sono le promesse elettorali di un Cetto La Qualunque!”

vediamo adesso con piacere che qualcosa si sta finalmente muovendo e ci comincia a fare eco un autorevole personaggio quale il dottor Mazzotta che, senza apparente problema, afferma candidamente che:

«Per anni c’è stato un vero credit crunch, le banche non prestavano soldi. Ma lo facevano perché non avevano coefficienti patrimoniali veri».

La meraviglia nasce soltanto da un fatto che forse il dottor Mazzotta sembra “dimenticarsi” di un piccolo particolare:

rappresentare in bilancio una situazione economica, finanziaria e patrimoniale non veritiera non viola qualche articolo del Codice Penale? Non è fonte di turbativa di mercato per operatori che siano quotati in Borsa? Non è una vera e propria truffa verso quei risparmiatori che sottoscrivono azioni e/o obbligazioni delle banche con tali bilanci “truccati” nella convinzione che tali banche siano solide e sane?

In ogni caso, se non fosse stato già abbastanza chiaro, il dottor Mazzotta aggiunge, nel corso della sua intervista, questi altri due passaggi illuminanti sulle responsabilità in merito alla crisi del settore bancario:

«(La responsabilità) È universale. È degli operatori bancari perché hanno nascosto una verità che invece non andava nascosta, nella speranza che la crisi passasse. Ma la crisi non era congiunturale ma strutturale. Quindi hanno sbagliato per errori tecnici, ma anche per comodità».

«Gli organi di vigilanza non hanno sufficientemente difeso la realtà dei fatti. E credo ci sia stata una paura politica: come poteva dire che bisognava creare nuovo debito pubblico per salvare le banche? Sia il mondo politico sia quello tecnico non sono stati tempestivi nel realizzare l’operazione di vigoroso e rigoroso risanamento, annunciando che quello che c’era era a posto».

Sinceramente non troviamo utile commentare ulteriormente tali parole, perché sono assolutamente auto-esplicanti e impossibili da fraintendere.

Semmai, a chiusura di questo post, potremmo modestamente proporre un quesito indirizzato al personaggio in questione alla luce delle sue incontrovertibili parole:

Egregio dottor Mazzotta, perché queste Sue dichiarazioni arrivano soltanto a dicembre 2016, quando ormai la crisi bancaria si sta consumando da diversi anni (pensiamo, ad es., al caso MPS), e cosa intende fare in prima persona, quale autorevole banchiere, per porre freno e rimediare ai comportamenti illeciti da Lei denunciati?

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