PromemoriaTutto tace eppure tutti parlano

Gli italiani - in questa campagna elettorale- non sono mai stati così “umiliati” e sottostimati dalle forze in campo, almeno fino a questo punto.Il “promettificio” (come ho letto efficacemente su...

Gli italiani – in questa campagna elettorale- non sono mai stati così “umiliati” e sottostimati dalle forze in campo, almeno fino a questo punto.

Il “promettificio” (come ho letto efficacemente su il foglio ) tiene le serrande sempre aperte e quando dai un occhio all’interno rimani sbigottito nel trovare la più bassa delle mercanzie, degna della peggiore fiera del nulla. Ormai è quasi unanime il coro di editorialisti e analisti sulla pochezza di questa campagna prima delle politiche a cui si aggiunge (da ultimo) lo sconforto della Cei. In soldoni il prossimo governo dovrebbe cercare di far crescere di più l’economia attraverso una serie di riforme strutturali, puntando sulla concorrenza, sulla produttività, rendendo più attraente il paese per gli investimenti esteri, migliorando l’efficienza della pubblica amministrazione, abbassando i tempi della giustizia. Ebbene, ci sono questi temi nella campagna elettorale? No. Nessun rispetto per cifre e conti pubblici, nessuna connessione e compensazione puntuale tra entrate e uscite, un silenzio demenziale sul rapporto con i trattati europei i cui leader prima vengono accusati di “colpo di stato” e furto di sovrenità e poi li si incontra per un “volesome bene” prima delle urne.

Tutto mi sarei aspettato tranne che vedere l’universo giovanile del nostro paese mortificato dalla mancanza di orizzonte da parte dei tre poli che si candidano al governo nazionale per nulla all’altezza di uno scenario globale cosi complesso che persino la forte Germania si abbandona all’usato sicuro e lascia alla porta i nsuoi giovani (in termini di voti almeno mezzo elettorato dell’SpD ) rifugiandosi nella grande coalizione. Ma in terra tedesca almeno si può parlare di realpolitik e i protagonisti ci mettono la faccia pur di traghettare la loro nazione. Ma da noi? Ce la vedete la Merkel che con Schultz vanno in Parlamento promettendo dentiere (centrodestra) a quelli però di bianca “razza”? Oppure intenti a farneticare su diversi redditi di cittadinanza? Che poi – per inciso e a proposito di cittadinanza – i grillini non hanno detto una virgola sullo ius culturae poiché votare quel che giusto anche con il nemico… ecco non sia mai.

E il centrosinistra? Non promette perché non può mantenere un programma di medio respiro (quello lungo scordiamocelo…), si presenta alla competizione logorato al suo interno, e sa da un lato vi sono interessanti risultati sul piano economico e sociale dall’altro sul futuro non c’è un’idea performante e un pensiero geopolitico qualificante sopratutto nelle interdipendenze italia-Europa-Mercati globali. In altre parole, limitarsi ad elevare la trascorsa legislatura a modello fondativo della prossima e’ quantomeno una semplificazione della realtà poco convincente.

 https://www.facebook.com/Cartabiancarai3/videos/2030633257181398/ 

Matteo Renzi forse non ha avuto coraggio e strategia. Un nanosecondo dopo le primarie vinte con ampio consenso e con altissime percentuali) avrebbe dovuto paradossalmente porre le basi per un centrosinistra largo (di certo non in modalità Unione del 2006). Se davvero avesse avuto fiuto politico e consapevolezza della memoria corta di molti italiani avrebbe dovuto puntare su un legame col suo background di riferimento, sopratutto adesso che ha ceduto – rimanendone fregato – ad una legge elettorale proporzionale. Il segretario del Pd avrebbe dovuto lavorare in ordine ad una coalizione invece che ostinarsi a fare pressing guardando ad un maggioritario che nei numeri (solo 1/3 dei seggi) non è determinante alla vittoria.

Non c’è sondaggio che non preconizzi la non-vittoria-di-Renzi. E il Pd, mal che vada, prova ad essere primo partito per avere l’incarico dal Quirinale nella formazione dell’esecutivo. Pochino per l’ex Rottamatore non credete?

Inutile sconvolgersi del distacco dei giovani rispetto alla fuffa attuale, al netto del trollaggio patetico che si legge nei social. Rimane la delusione di portata ecumenica da parte di tutti gli osservatori e si chiede un cambiamento di rotta e discorsi più seri da parte dei candidati.

Tutto tace eppure tutti parlano. E dinanzi a tale paradosso dico come Luigi Pirandello “Un brivido mi colse, di sgomento, che fece d’un subito insorgere con impeto rabbioso tutte le mie vitali energie…