Automotive InsideDonne al volante, mercato crescente

Per lavoro percorro molti chilometri l’anno su tutte le strade (autostrada inclusa), e nel tempo il fenomeno mi sembra sempre più evidente. Parlo della sempre maggiore presenza femminile alla guida...

Per lavoro percorro molti chilometri l’anno su tutte le strade (autostrada inclusa), e nel tempo il fenomeno mi sembra sempre più evidente. Parlo della sempre maggiore presenza femminile alla guida, non solo in città, ma anche in autostrada, e su tratte piuttosto lunghe. Sono definitivamente tramontati i tempi della battuta “donna al volante pericolo costante”, anzi, dal mio piccolo osservatorio con Telepass, mi capita sempre più spesso di constatare che sono gli uomini, spesso, a risultare i più imbranati al volante.

Ma, boutade a parte, i numeri parlano chiaro: bisogna notare che – secondo i dati diffusi da Unrae – il pubblico femminile oggi vale il 40% dell’immatricolato.

Le donne italiane sono più conservatrici e tradizionaliste di quanto si potrebbe supporre nella scelta dei colori: il 60 per cento dei veicoli scelti dalle acquirenti sono o banchi o grigi. La maggioranza delle donne che acquista un veicolo a quattro ruote si trova nella fascia di età tra i 30 e i 55 anni. Le donne preferiscono auto a benzina, e – in linea con le tendenze del mercato – le ritroviamo sempre più alla guida dei Suv (Sport Utility Veichle).

Un ultimo dato è quello del prezzo medio di acquisto, che, sempre secondo i dati diffusi da Unrae, è in crescita, fra il 5 e il 7%. Dati che fanno pensare a una utenza femminile sempre più attenta dal punto di vista della qualità e dei contenuti.

Il modello più amato dalle italiane è la Toyota Yaris secondo un indagine di inforicambi.it. Vettura molto razionale perché compatta ma spaziosa e facile da utilizzare. Percepita come un prodotto di qualità senza costare troppo.

Sta di fatto, ed era ora, che il mercato deve tenere conto sempre più del fattore donna

Sta di fatto, ed era ora, che il mercato deve tenere conto sempre più del fattore donna.

E non parlo solo di donne che acquistano la loro auto in autonomia. Bisogna ricordare che, anche in ambito familiare, spesso nella scelta dell’auto da acquistare la donna ha un peso determinante. L’auto non è più roba da uomini, insomma.

Per chi si occupa di vendita e assistenza, coniugare le esigenze del tradizionale pubblico maschile e della platea femminile è senz’altro la sfida per i prossimi anni. Elementi come il layout delle esposizioni diventano centrali, ed è necessario implementare delle strategie che, attraverso un sistema di comunicazione armonico e organico, riescano a trasferire contenuti in linea con le attese di una platea non più solo maschile. Già, ma come farlo?

Qui sorge un dubbio amletico per chi si occupa di brand automotive: mantenere un’immagine molto specializzata, caratterizzata, giocata su i “tradizionali” concetti di tecnologia, dinamica, sport, che piacciono tanto agli uomini? O enfatizzare concetti più trasversali, un’ auto “all pourpose”, adatta a tutti gli scopi?

Probabilmente servono entrambe le tendenze: la prima con un orientamento più “premium market”, la seconda per “ikeizzare” il concetto di mobiità, senza trascurare tutte le facility di una tecnologia sempre più smart.

Anche grazie alle donne le grandi marche “generaliste” saranno sempre meno, ma più simili fra di loro, all’insegna dell’economia di scala e sapranno generare veicoli funzionali, tecnologici, molto belli, certamente ecologici. Ma probabilmente non colorati: solo grigi e bianchi.

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