PromemoriaVadiamo retro tutti

Una cover è sempre una cover, ci fa muovere in orizzontale, fa discutere e stimola alla reazione estemporanea. Poi però bisogna andare in verticale, spingersi dentro le pagine e leggervi il contenu...

Una cover è sempre una cover, ci fa muovere in orizzontale, fa discutere e stimola alla reazione estemporanea. Poi però bisogna andare in verticale, spingersi dentro le pagine e leggervi il contenuto.

Nella recente polemica scatenata dalla copertina di famiglia cristiana “contro” il ministro Salvini emergono almeno due considerazioni.

La prima – sul “metodo” – si è rivelata efficace mediaticamente tanto da far “irritare” il vicepremier leghista che sull’immediatezza comunicativa e sulla percezione ha costruito la sua fortuna politica. Il vade-retro è una riuscita contro-simbolica in contrapposizione ai rosari ostentati e ai vangeli tascabili esibiti nei comizi dallo stesso Salvini. E’ del tutto legittimo nonché ovvio aver ristabilito l’elementare principio che un cristianesimo di soli “simboli” svuotato di corrispondenza nei comportamenti si riduce a mera ipocrisia. Detta in altri termini, Se il tentativo pasticciato del ministro Salvini era di portare al proprio mulino l’equazione crisi migratoria uguale lotta agli infedeli, ebbene quel tentativo gli è riuscito piuttosto male.

Non possiamo lasciare che inquietudini e paure condizionino le nostre scelte e limentino un clima di diffidenza e disprezzo


Famiglia Cristiana 30/2018

La seconda questione – quella di merito – va oltre il titolo, è più problematica poiché dopo aver elevato il ministro Salvini a simbolo “negativo” (Satana vuol dire avversario, pietra di inciampo…) va al cuore della posizione di tutta la Chiesa da Papa Francesco all’ultimo dei fedeli. Ecco perchè si legge che non vi è “nulla di personale o ideologico ma si tratta di “vangelo” leggendo il quale si comprende l’abisso che separa l’ideale dal reale, e quanto in politica siano necessari entrambe le categorie. Nella questione dei migranti (sempre parlando nel merito) leggendo l’inchiesta di Famiglia Cristiana si capisce chiaramente che non si tratta di “una” posizione rispetto alla galassia cattolica ma “la” posizione dei cristiani almeno quelli che il vangelo lo leggono per davvero. Nell’inchiesta si costruisce una vera e propria “antologia” di vescovi ( da leggere una recente nota della CEI sul tema) laici impegnati, volontari, e analisti. Tutti concordi con un principio la crisi migratoria non consente di offrire soluzioni a buon mercato ma impone alla politica la capacità di affrontarne la complessità, evitando quantomeno riduzioni e proclami privi di criticità.

Un’ultima sottolineatura legata alle parole: il vade retro satana – nell’originale greco – letteralmente sta “seguimi dietro di me” – hýpaghe opíso mou – per cui in fondo Famiglia Cristiana non solamente augura al ministro di essere conseguente col libro dei vangeli che porta sicuramente (ben chiuso) con sè ma, leggendo il settimanale, lancia un monito a tutti coloro che credono nel messaggio cristiano.

Vista così, vadiamo retro tutti

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