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8 Marzo Mar 2019 0600 08 marzo 2019

Appello al governo: fate correre i monopattini elettrici nelle nostre città (e avremo l’aria più pulita)

Non inquinano, piacciono ai pendolari urbani, si stanno diffondendo sempre più: ma ora serve una legge che ne consenta l’uso. L’appello di Legambiente al governo

Monopattino Elettrico Linkiesta
RODRIGO ARANGUA / AFP

“Liberiamo la micromobilità elettrica”: così titola la petizione lanciata a bordo del TrenoVerde da Legambiente, per chiedere al Ministero dei Trasporti di emanare il decreto che cominci a permetterne la sperimentazione nei comuni che lo desiderano. Decreto che – stando all'ultima legge di bilancio – avrebbe dovuto vedere la luce a febbraio.

Come a Los Angeles, Madrid e ora Parigi, è l'urban commuter ad averne intuito l'utilità prima ancora che le leggi ne consentissero l'uso. E che ha iniziato ad usarli, anche a rischio di multe salate e il sequestro del mezzo, insieme alle bande di ragazzi che sino a vent'anni fa si sfidavano con ben più pericolosi motorini truccati e più inquinanti delle automobili.

Monoruota, monopattini, skate, hoverboard e segway, si tratta di mezzi, in genere, di dimensioni ridotte, leggeri (sotto i 20-30 chili), a velocità limitate (20-30 all'ora) e autonomie di 20/30 km. Utili per compiere tratte urbane a velocità competitive con il traffico urbano dimenticando il problema del parcheggio, perché a differenza delle biciclette, gran parte di questi mezzi si portano a mano e si sistemano sotto la scrivania, dove eventualmente si possono persino ricaricare.

Monoruota, monopattini, skate, hoverboard e segway, si tratta di mezzi, in genere, di dimensioni ridotte, leggeri (sotto i 20-30 chili), a velocità limitate (20-30 all'ora) e autonomie di 20/30 km. Utili per compiere tratte urbane a velocità competitive con il traffico urbano dimenticando il problema del parcheggio

C'è bisogno di firme e di sostegno popolare, perché la libera circolazione di tali mezzi crea qualche timore più o meno interessato: non sono ancora omologati e omologabili, anche se sono attese norme CEN (ente di normazione europeo) tra qualche mese. E senza norme tecniche, il rischio che si immettano sul mercato prodotti insicuri, d'importazione o meno, è concreto. Ma c'è chi si preoccupa della concorrenza e, in nome della sicurezza, li vorrebbe solo ingombranti e pesanti come i motorini.

Legambiente, nella sua petizione pretende poche regole chiare da sperimentarsi in tutte le città che lo richiedessero e sino a quanto non vengano previsti dal nuovo Codice della Strada: 25 km/h di velocità massima e la possibilità di ospitare una sola persona a bordo. La possibilità di circolare in tutta la città, con l'unica eccezione delle strade a circolazione veloce. Il trasporto gratuito sui mezzi pubblici purché (piegati) delle misure previste come bagaglio a mano o, come per le biciclette, alle condizioni previste dai regolamenti di trasporto.

Come mai piacciono così tanto? Perché è una delle vie che consente già oggi a tutti di muoversi rapidamente e in elettrico, quindi senza inquinare. Ma non necessariamente in modo esclusivo. Secondo i dati dell'Osservatorio (Legambiente e Lorien) sugli stili di mobilità degli italiani, quasi il 30% degli italiani si muovono molto (oltre 4 spostamenti al giorno) e usano nel corso della settimana oltre a quattro mezzi o servizi di mobilità: oltre all'auto privata, la bici, il mezzo pubblico, la sharing mobility, taxi e noleggi. Nelle città come Milano, questa nutrita minoranza, si fa maggioritaria, superando il 60% tra i city users. Ebbene, costoro, a Milano usano mediamente tra 5 a 7 differenti mezzi e servizi di mobilità a settimana. È questa larga maggioranza di cittadini, liberi e mobili, che spesso ha cominciato a rinunciare all'auto di proprietà, a muoversi già spesso in elettrico ed ibrido (elettromuscolare), che non vorrebbe rinunciare nel corso della giornata a nessun mezzo possibile per muoversi in sicurezza, velocità e comodità. E sapere che c'è un monopattino elettrico prenotabile con l'App che ti aspetta alla fermata della metropolitana, che il monoruota si carica in auto o sul tram per percorrere l'ultimo miglio, che la bici pieghevole viaggia gratis sull'autobus o sul treno è per i cittadini “multimobili e multimodali”, già oggi, irrinunciabile.

I primi operatori, capaci di raccogliere capitali di investitori internazionali, stanno diffondendo migliaia di monopattini elettrici in sharing mobility nelle città del mondo: Lime, Bird ed Helbiz, le principali sul mercato globale, sono già pronte a partire a Milano, Firenze e Roma. Interessate anche alle medie città italiane ad iniziare da quelle sedi di università.

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