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29 Maggio Mag 2019 0600 29 maggio 2019

“Tagliate i vitalizi agli ex consiglieri, o vi tagliamo i fondi”: e ora per le Regioni è una corsa contro il tempo

Nei consigli regionali, è corsa contro il tempo ad approvare proposte di legge, che in molti casi aspettavano nei cassetti da tempo. Dal 1 giugno per chi non si adegua scatta il taglio del 20% dei trasferimenti erariali. Tra le ultime ad approvare la norma, Calabria, Campania e Lazio

Consiglio Calabria Linkiesta
(Frame Video da YouTube)

Hanno tempo fino a fine maggio, poi per le Regioni che non si adeguano all’adeguamento dei vitalizi degli ex consiglieri regionali al sistema contributivo scatterà il taglio del 20% dei trasferimenti erariali (a esclusione di quelli destinati alla sanità). Nei consigli regionali, è corsa contro il tempo ad approvare proposte di legge, che in molti casi aspettavano nei cassetti da tempo, rinvio dopo rinvio. Solo il 28 maggio, hanno dato l’ok al taglio la Calabria, la Campania, il Lazio, la Lombardia e il Friuli Venezia Giulia, in modo da adeguarsi ai parametri stabiliti nell’accordo siglato a inizio aprile in Conferenza Stato Regioni, che ha concesso una proroga di un mese ai consigli regionali inadempienti.

Dopo due anni di scontri, il consiglio regionale calabrese ha approvato così all’unanimità la norma di adeguamento al contributivo. «Il risparmio complessivo annuo è di oltre 1,2 milioni di euro», spiega il capogruppo dei Democratici e progressisti regionali Giuseppe Giudiceandrea, firmatario della proposta di legge. Un sistema di tagli e riduzioni da equilibristi, con l’applicazione di ammortizzatori sociali in quota percentuale – come previsto dall’intesa con il governo – senza contributivo “secco”, in modo da scongiurare eventuali ricorsi per dubbi di costituzionalità. E finire magari per dover accantonare poi i risparmi per far fronte a eventuali futuri rimborsi. Con la novità che nella stessa norma è stato introdotto l’obbligo per i consiglieri regionali di versarsi i contributi, come tutti gli altri dipendenti pubblici. «In parole più semplici dobbiamo pagarci i contributi da soli, attingendo dal nostro stipendio come qualsiasi dipendente statale, né più né meno», spiega Giudiceandrea. «I prossimi consiglieri regionali, dunque, e anche noi d’ora in avanti, avremo uno stipendio più basso, ma grazie a queste trattenute i consiglieri regionali attuali e futuri contribuiranno finalmente al sistema pensionistico nazionale».

In base ai dati forniti dai consigli regionali, il risparmio complessivo, grazie al ricalcolo contributivo, dovrebbe ammontare ad almeno 22 milioni annui

E sulla scorta della normativa calabrese, la Campania ha approvato a pochi minuti di distanza la stessa legge. Nel caso campano, la riduzione sarà almeno del 20 per cento su una spesa annua che oggi è di 10,7 milioni di euro. Nello stesso giorno, il taglio dei vitalizi per 251 ex consiglieri è stato approvato anche nel Lazio, che già nel 2014 li aveva ridotti del 15% attraverso un contributo di solidarietà. E pure in Lombardia, che già nel 2011 aveva abolito i vitalizi per i nuovi consiglieri, e in Friuli Venezia Giulia, con aliquote progressive.

Qualche giorno prima, l’ok è arrivato dalla Liguria, Veneto e Molise. Mentre in altre regioni ancora si discute. Intanto i tempi stringono e le resistenze non sono poche. Soprattutto nella Sicilia guidata dal governatore Nello Musumeci, dove è stata costituita una commissione ad hoc per elaborare la norma. Ma lo scorso 16 maggio la commissione ha rinviato la decisione e ora sembrano non esserci più i tempi tecnici per approvarla in tempo, prima che scatti la tagliola delle decurtazioni.

Dopo l’abolizione dei vitalizi tra il 2012 e il 2013 in tutte le Regioni per i consiglieri in carica e futuri, sui vitalizi degli ex consiglieri le assemblee regionali avevano deciso in linea di massima la strada dei tagli temporanei. Una misura adottata anche per evitare la bocciatura della norma da parte della Corte Costituzionale, che in più di una sentenza ha stabilito che è possibile intaccare i «diritti acquisiti, come i trattamenti previdenziali, a patto che gli interventi «siano temporanei e ragionevoli». Di qui l'adozione quasi ovunque di un contributo di solidarietà per tre anni.

La legge di bilancio 2019 ha previsto però l’obbligo dell’adeguamento al sistema contributivo, in linea con quanto stabilito per deputati e senatori e secondo le indicazioni dell’ex presidente dell’Inps Tito Boeri, motivate con l’interesse nazionale e il potenziale mancato pagamento delle pensioni future, rideterminando così la disciplina dei trattamenti previdenziali e dei vitalizi con tagli strutturali ma contenuti. Da qui le aliquote di taglio progressive, che mettono al riparo da ricorsi alla Consulta.

In base ai dati forniti dai consigli regionali, il risparmio complessivo, grazie al ricalcolo contributivo, dovrebbe ammontare ad almeno 22 milioni annui. Esclusa la Sicilia. Il primo giugno, chi non avrà provveduto a tagliare i vitalizi si vedrà costretto a tagliare, in compenso, qualche servizio per i cittadini.

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