Federico Iarlori
From Paris with blog
25 Settembre Set 2016 1755 25 settembre 2016

E alla fine ha vinto Charlie

Charlie12

Non riusciamo a fare bella figura neanche quando è facile come segnare a porta vuota. Le famigerate vignette sul terremoto di Amatrice pubblicate da Charlie Hebdo hanno giustamente scandalizzato l'opinione pubblica in Italia - non dev'essere stato facile per i parenti delle vittime vedere i loro cari ridotti a condimento di una lasagna e il loro sangue a fare la parte del sugo al pomodoro. Bene così, quindi. Il problema è che invece di limitarci a manifestare la nostra indignazione, di restare nell'ambito del buono e del cattivo gusto, dello sfogo naturale e giustificato di chi si è sentito ferito nella propria dignità, abbiamo dovuto esagerare. Il sindaco di Amatrice, infatti, che forse si è gasato un po' troppo dopo l'ammutinamento del popolo italiano sui social e sui giornali, ha perso il controllo della situazione e ha denunciato Charlie Hebdo. Il settimanale satirico francese ha risposto per le rime con un editoriale firmato da Gérard Biard e intitolato "Comédie à l'italienne" (Commedia all'italiana) che traduco qui di seguito quasi integralmente.

Il sindaco di Amatrice, Sergio Pirozzi, potrà dire di aver mantenuto almeno una delle sue promesse - cosa che, per un eletto italiano, è degna di nota. Ha denunciato Charlie Hebdo. Arrabbiatissimo per i disegni di Coco e di Félix, il primo cittadino della città distrutta dal terremoto del 24 agosto ci ha denunciato per "diffamazione aggravata". Un'accusa un po' curiosa, visto che la polemica isterico-mediatico-politica che ha infiammato l'Italia a causa dei nostri disegni si basava inizialmente sulla nozione di offesa al buon gusto. Resta quindi da sapere se la giustizia italiana giudicherà questa denuncia ricevibile. Considerato che ha già molto lavoro, e che non mancheranno le occasioni, nel quadro del suddeto lavoro, di ascoltare lo stesso sindaco di Amatrice. La polvere dei palazzi crollati, infatti, era a malapena caduta che già ci si ponevano un sacco di domande.

La lettura dei giornali italiani aveva d'altronde questa ultime settimane qualcosa di assai comico. Mentre gli editorialisti facevano a gara nell'indignarsi a proposito dei "cliché" che i nostri disegni avrebbero veicolato, altri giornalisti seguivano l'inchiesta dei magistrati del "pool anticorruzione" incaricati, fin dall'indomani del sisma, di portare alla luce ciò che poteva eventualmente nascondersi sotto le macerie di Amatrice. [...] Cosa che dava un po' l'impressione che questi editorialisti oltraggiati non leggono i giornali sui quali scrivono...

Così, il 27 agosto, tre giorni dopo il sisma, si potevano leggere su la Repubblica delle dichiarazioni senza ambiguità del procuratore di Rieti, Giuseppe Saieva, che ha aperto un'inchiesta per omicidio involontario: "Ciò che è successo non può essere solo frutto di una fatalità. Se gli edifici fossero stati costruiti come in Giappone, non sarebbero crollati. [...] Penso che siano stati costruiti al risparmio, utilizzando più sabbia che cemento". Il Corriere della Sera, invece, pubblicava la testimonianza che un soccorritore volontario, ingegnere di professione, aveva postato su Facebook, con tanto di foto di case antiche andate in polvere, con le mura fatte originariamente di pietra e calce, poi "restaurate" con dei pesanti tetti di cemento armato: "Immaginate di costruire un castello di sabbia, di poggiarci sopra un enorme mattone, e poi di agitare il tutto".

Più problematico ancora, il caso di certi palazzi oggi in rovina che dovevano essere, legalmente, tra i più sicuri della città. Secondo le norme in vigore, ogni comune dovrebbe dotarsi di un piano di soccorso d'urgenza che tenga conto delle "caratteristiche del territorio", in particolare dei rischi sismici, e che contenga la lista dei terreni e degli edifici che possano servire da rifugio in caso di sinistro. Tra questi edifici troviamo la scuola Romeo Carpanica, che, nonostante sia stata "riabilitata" nel settembre 2012, è crollata, e l'hotel Roma, che è diventato il cimitero dei suoi clienti. Il piano di protezione civile del comune di Amatrice risale al 30 giugno 2012. Ora, nel 2012, Sergio Pirozzi era già sindaco di Amatrice da 3 anni... Questo piano è stato dunque approvato da lui. Così come il permesso di costruire, di riabilitazione o di messa a norma dei palazzi. Senza dimenticare le procedure di appalto e le attribuzioni dei contratti che ne derivano...

Insomma, sembra che, malgrado la regione sia classificata ad "altissimo rischio" da tutti i sismologi, i lavori di messa in conformità siano stati fatti a discapito del buon senso o non siano stati fatti per niente. Un affare un po' più grave - e assassino - che una ridicola storia di supposto oltraggio all'eleganza satirica...

Bene. Ora mettiamoci nei panni di un lettore francese e rendiamoci conto di che figura c'abbiamo fatto.

@fredjarl

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