Rosario Pipolo
L'ambulante
13 Ottobre Ott 2016 0700 13 ottobre 2016

Coldplay e la puzza di bruciato della vendita online dei biglietti dei concerti

Coldplay Biglietti Concerto

Ai tempi in cui non c'era la monarchia in Internet della vendita dei biglietti per i concerti, ci mettevamo in coda all'alba e, se ci accorgevamo di movimenti scorretti, volavano sberle.
Ora che c'è il ticketing online saltano meno all'occhio i zig zag truffaldini. Nell'occhio del ciclone ci sono finiti i Coldplay e l'atteso concerto a San Siro in programma a luglio 2017. Il marketing della musica live rilancia un anno prima per un anno dopo con prezzi in tanti casi davvero spropositati.

Qui la questione non è tanto cifra abbordabile o da capogiro - lì sta al buon senso dello spettatore non farsi spennare come fosse l'ultimo pennuto - quanto come sia possibile che nel giro di pochi minuti spariscano dalla circolazione migliaia e migliaia di tagliandi.
Questa volta è intervenuta Altroconsumo, denunciando all'Antitrust Ticketone, rivenditore autorizzato dei biglietti in Italia.
Insomma, una location come San Siro a Milano di capienza ne ha da vendere, eppure questa volta i fan di Chris Martin e compagni sono rimasti letteralmente a bocca asciutta.

Facciamo un passo indietro. Questo tender non riguarda soltanto i Coldplay, ma la maggior parte dei protagonisti in voga della scena musicale. La filastrocca è risaputa. I biglietti terminano nel giro di mezz'ora e poi li ritroviamo poco dopo nei circuiti secondari di ticketing online, dove privati (o presunti tali) li rivendono a prezzi raddoppiati, se va bene.

Sotto la data del concerto accade che il rivenditore ufficiale rimetta in vendita altri tagliandi - sono quelli fantasmi dell'incipit della filastrocca? - e in Rete si gioca al ribasso. Per non parlare dei finti sold out, davvero imbarazzanti quando a inizio concerto si intravedono centinaia di posti vacanti. Dove sono finiti i presunti acquirenti, tutti a casa ammalati?

I sospetti restano, soprattutto a supporto del bagarinaggio illecito che, oltre ad aver messo le mani in pasta in Internet, continua a presenziare fuori la location per gli ultimi affari, non sempre d'oro.
Nel 2006 titolai un mio articolo "I Rolling Stones costano quanto un aperitivo a Milano", dopo aver rimediato a 15 euro fuori San Siro un biglietto per l'atteso ritorno live in Italia della band inglese. Oggi quella appare una scommessa da reportage per dimostrare in tempi non sospetti che il raggiro c'è sempre stato.

Adesso, cosa succederà, torniamo a tacere? In Italia finiamo per essere il luogo privilegiato del molto rumore per nulla.
Intanto tra le fila dei social network, oltre lo steccato della protesta, è suonato il campanellino umoristico attraverso l'evento creato su Facebook dal titolo "Ascoltare i Coldplay dal parcheggio".
Speriamo che l'Antitrust non debba intervenire per bacchettare i parcheggiatori, i quali potrebbero ispirarsi per un nuovo business.

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