Alessandro Oliva
Viva la Fifa
24 Gennaio Gen 2017 1640 24 gennaio 2017

Sveglia Tavecchio: la Serie A a 20 squadre è ridicola

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Tullio M. Puglia/Getty Images

Se ne sta parlando da qualche giorno: la Serie A a 20 squadre non ha più molto senso di esistere. E guardando la classifica, si capisce come ormai questo torneo sia, quantomeno per quanto riguarda la coda della classifica, ormai deciso. I tre posti da occupare per la retrocessione sono già stati abbondanemente prenotati da Pescara, Palermo e Crotone. I loro distacchi con il resto del gruppo appaiono incolmabili: per la salvezza, che si raggiunge al quartultimo posto, c'è oggi l'Empoli a 21 punti, contro i 10 di Crotone a Palermo e i 9 del Pescara.

Un gap che matematicamente è colmabile, ma che si allarga ormai di anno in anno: nella scorsa stagione, il distacco era di soli 5 punti, due stagioni fa di 1 punto solo. La dimostrazione che il nostro pallone vive una fase di impoverimento tecnico, ma soprattutto economico. Il riferimento è ovviamente alla Premier League, campionato a 20 squadre dove un prodotto ben confezionato porta valanghe di soldi a tutte le squadre che partecipano al massimo torneo.

Il confronto impietoso è presto fatto. Sunderland, Hull City e Crystal Palace sono le ultime in classifica, ad oggi. Il distacco tra la terza e la quart'ultima è di soli due punti. E a vedere il lato finanziario della questione, ci si potrebbe fare un'idea del perché. A parte l'Hull City, che lo scorso anno era in Championship - cioè in B - vediamo dai total payments comunicati a fine anno dalla Premier alle squadre dai diritti tv scopriamo che il Sunderland ha incassato 71,8 milioni di sterline, poco meno dei 72 milioni per il Crystal Palace: un distacco di 20 milioni dai 93 del Leicester campione. Tutti soldi che permetteono ai club inglesi di dominare un'altra classifica, quella dei club europei con il più alto fatturato, ovvero la mitica Football Money League stilata ogni anno da Deloitte: per dire, il Sunderland è il 29° club al mondo per fatturato netto, con 144,4 milioni di euro, quasi 2 in più del Napoli. E tutto questo si riverbera sul calciomercato: una squadra come il Crystal Palace può spendere 73 milioni di euro per rafforzarsi, il Sunderland 37 e l'Hull City neopromosso ben 29 milioni. In Italia, solo per fare un esempio, il Palermo ha incassato 34 milioni di euro dai diritti tv contro i 194 della Juve campione. Un distacco molto più netto rispetto all'ambiente inglese, con ovvi riflessi anche sulla capacità di spesa di un club: 8 i milioni di euro quelli spesi dai rosanero nell'ultimo mercato.

In tutto questo, Tavecchio non vuole dare spazio al cambiamento. Nell'anno in cui si rinnova la carica di presidente della Federcalcio, non ritiene evidentemente opportuno inserire nel programma la riforma del campionato, per farlo tornare a 18 squadre (a 16 non osiamo nemmeno proporlo). Il nostro sistema non può reggere un campionato con così tante squadre. La riforma dei diritti tv dovrebbe portare più equilibrio. Dovrebbe.

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