Morire per aver mangiato troppo? Si può: una moratoria per le feste

Attenzione: la storia è piena di casi di persone che, alla fine della cena, hanno dovuto lasciare questa valle di lacrime. Filosofi, papi e nobili: tutti hanno rischiato a tavola, alcuni non ce l’hanno fatta

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22 Dicembre Dic 2016 0835 22 dicembre 2016 22 Dicembre 2016 - 08:35

Periodi di pranzoni, cenoni e abbuffate varie: attenzione, perché mangiare troppo potrebbe danneggiare non solo linea e peso (e questo è più che ovvio) ma potrebbe anche risultare fatale: troppo arrosto? Si rischia la vita. Si esagera con il panettone? Potrebbe essere l’ultimo. Del resto, è già successo molte altre volte, e perfino personaggi famosi della storia hanno dovuto lasciare questo mondo per colpa di un pasto. Papi, filosofi, nobili: tutti uccisi da un boccone di troppo. Qui c’è una lista, qui sotto un’estratto:

Ad esempio, Denis Diderot: il filosofo dei lumi francese era un gran mangiatore. Un appassionato di cibo, una grande forchetta. Questo però gli costò la vita. Era una sera del 1784 (aveva 71), quando al termine di una bella cena in compagnia della moglie, decise di concludere il pasto con una bella albicocca. La moglie si levò per impedirlo, cercò di bloccarlo, ma non ci fu verso: Diderot afferrò il frutto, se ne fregò delle parole e la mangiò di lì a poco morì, non si sa bene per quale motivo, con ogni probabilità per ragioni diverse. Ma quale “te l’avevo detto” sarebbe stato più appropriato?

Nemmeno il re Adolfo Federico di Svezia riuscì a scampare alla maledizione del cibo. Anche lui, come Diderot, era un gran ghiottone. Un mangiatore esagerato, però, che dava fondo a tutte le sue risorse di re per i piaceri della gola. E così, nel 1771, in occasione della festa del Martedì Grasso, l’ultimo giorno prima dell’austerity religiosa della quaresima, il re organizzò una grande cena. Le portate comprendevano aragosta, caviale, crauti, kipper e champagne, poi una grande quantità di semla, un dessert tipico svedese, fatto di un panino dolce riempito di panna. Ne mangiò non una, non due, ma ben 14. Ebbe un’indigestione, forse avvelenamento da cibo e ne morì.

Una disgrazia che aveva anche dei precedenti: ad esempio, papa Adriano IV, il primo e unico inglese ad accedere, nel 1154, al Soglio pontificio. Nel suo caso, non fu tanto il mangiare che provocò il decesso, ma il bere. Nella fattispecie, secondo le cronache dell’epoca, morì dopo aver inghiottito una mosca che era caduta nel suo bicchiere del vino. A livello tecnico, non è colpa del cibo, ma se avesse scelto acqua – limpida, si spera – forse avrebbe visto il malefico animale e sarebbe vissuto più a lungo.

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