La regola d’oro per diventare più creativi

La regola d’oro per diventare più creativi

Per essere creativi non ci si può permettere di essere vaghi. È la vaghezza la vera palude delle idee. L’andare a spanne, il pensiero generico, bloccano la mente e impediscono di trovare la soluzione nuova, l’invenzione, il guizzo. Come fare a uscirne? Come si salta da un’idea generale a una serie di dettagli che compongono l’opera?

Secondo una ricerca pubblicata da poco, esiste una tecnica molto semplice. Ripercorrere e ricostruire le esperienze passate con un sistema figurativo. Per parlare chiaro, si tratta di ricostruire una scena che si è appena vista, un film o un’esperienza recente, cercando di ricostruire il ricordo, fin nei minimi paricolari. La mente, in questo modo, è orientata a prestare attenzione ai dettagli. E i dettagli sono la chiave per una vita creativa (o per avere punteggi più alti nei test di pensiero creativo, che però fanno solo nei paesi anglosassoni).

L’esperimento ha coinvolto 24 persone. Tutti i partecipanti dovevano guardare una versione di un video, in cui un uomo e una donna svolgevano alcune attività all’interno di una casa. Dopodiché si sono creati due gruppi. Al primo gli scienziati hanno posto domande generiche, tra cui “impressioni e reazioni”, e “che tipo di aggettivi userebbero per descrivere l’ambientazione, le persone e le azioni”. Al secondo gruppo hanno chiesto di ricostruire alcune immagini specifiche del video, con tanto di particolari e dettagli.

Con questo diverso trattamento, hanno poi sottoposto i due gruppi a un test di pensiero creativo, in particolare l’Alternative Use Task, cioè un test per immaginare usi nuovi e creativi di un oggetto. Chi faceva parte del secondo gruppo ha avuto, in modo inequivocabile, un maggior punteggio. Come si spiega?

Semplice. La procedura di ricordare e ricostruire i dettagli è un sistema che mette insieme memoria e immaginazione. Aiuta la creatività e in particolare uno dei suoi aspetti più interessanti: la capacità di inventarsi idee non ovvie per oggetti comuni.

L’esperimento è stato ripetuto in seguito, ma con una modifica. Al posto di un test sull’utilizzo creativo di oggetti comuni, si è provato con un test sull’uso creativo di frasi e parole. In questo caso, non si sono verificate differenze degne di nota tra i due gruppi.

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