Non solo il PicchioVia Melzo, la nuova via del cibo a Milano

Dopo l’Expo, in città è esplosa la movida mangereccia. Tra Corso Buenos Aires e Porta Venezia c’è il nuovo cuore pulsante, con ristoranti etnici ed europei, botteghe del tè e pizzerie napoletane

Unsplash

Una volta c’era Lelephant a vivacizzare la movida in via Melzo a Milano: il locale gay friendly più inclusivo della città, con i suoi aperitivi e i suoi buffet vegetariani, e con le persone riversate in strada fino a tarda notte, è stato uno dei tasselli indimenticabili del divertimento milanese. Ma di sicuro non potevamo annoverare questa tra le zone a più alto tasso gourmet della città.

Negli ultimi due anni (Lelephant ha chiuso a ottobre 2017) molto è cambiato e la strada arcobaleno si è trasformata in un punto di riferimento imperdibile per gli appassionati di enogastronomia.

In questa via tra Porta Venezia e corso Buenos Aires, infatti, c’è la più alta concentrazione di locali a tema cibo – nuovi o rinnovati – che si può incontrare in una città in cui il tasso di aperture di ristoranti cresce sempre a doppia cifra, dopo il mirabolante momento di gloria di Expo.

E se altrove un locale basta a ‘fare’ una via, qui le proposte mangerecce non si contano, e sono tutte vocate alla bontà. Le abbiamo esplorate in un ideale viaggio nei sapori variegati e curiosi di quella che possiamo a buon diritto ritenere una mecca del gusto.

Røst

Røst è stato il locale – rivelazione di fine 2019: aperto in sordina, è stato subito preso d’assalto dai gourmet cittadini che hanno iniziato a magnificarne le lodi sui social network. Perfettamente instagrammabile, con i suoi colori che sembrano usciti da una palette di moda e i dettagli studiati e armonici, ha trovato in una cucina che esalta le materie prime e le ricette del Nord Italia e le lavora come nell’alta ristorazione la quadratura del cerchio. Fa parte di quell’universo che sta sempre più crescendo a Milano: i bistrot di livello, che propongono piatti intriganti e particolari, ma senza eccedere nel manierismo o nella cucina cerebrale. L’idea di base è lo sharing, tendenza che piace ai milanesi: i piatti sono fatti per essere condivisi e gustati in compagnia, per provare tanti sapori e scoprire nuovi gusti insieme. Il servizio è giovane e informale, come giovanissimi sono i tre fondatori del progetto, 92 anni in tutto: Hippolyte Vautrin, imprenditore del settore, Enrico Murru, a cui è affidata la guida operativa e la cuoca Lucia Gaspari, con la sua peculiare visione di cucina sostenibile, consapevole dei territori e delle persone. La carta dei vini è da scorrere con attenzione, con tante etichette francesi e una scelta ostinata sul fronte naturale. Se amate i vini piacioni e consueti, non fa per voi. Se siete alla ricerca di nuove esperienze, siete nel posto giusto.

Via Melzo 3
Prenotazioni via Whatsapp +39 344 05 38 044
Chiuso la domenica e lunedì a pranzo
www.rostmilano.com; info@rostmilano.com

Ristorante Warsà

Storico ristorante eritreo, è qui da 26 anni e rimane un porto sicuro per chi è alla ricerca di sapori esotici, sia a pranzo che a cena. Al Ristorante Warsà ci si immerge nella cucina di tradizione, si mangia con le mani e si gusta il tutto in un ambiente etnico, con un’ospitalità spontanea. Ci si accomoda sui cuscini, i tavolini sono bassi e l’atmosfera è proprio quella che ci aspetterebbe di trovare se fossimo approdati in Africa. La portata tipica del ristorante Warsà è lo zighinì con injera, il piatto nazionale eritreo, un piatto unico composto da una salsa piccante elaborata con verdure e aromi cui si aggiungono manzo e pollo, accompagnato con Injera, un pane sottile a fermentazione naturale, preparato al momento con farina di granturco, di mais e di riso, da usare al posto delle posate. Lo zighinì si può gustare anche nella versione vegetariana, con erbette, patate, carote, cavoli, cous cous, lenticchie rosse, bamia e zuppa di ceci. Sambusa (panzerotti ripieni di carne speziata), creme di legumi, zuppe di verdure e dolci al sesamo completano l’offerta.

via Melzo, 16
Apertura 12.00 – 15.00 Cena 19.00 – 24.00
Chiusura il mercoledì
http://www.ristorantewarsa.com

Spica

Dalla mente imprenditoriale di Ritu Dalmia, chef pluripremiata e personalità di spicco in India, nasce questo crocevia di sapori del mondo, fatto apposta per la condivisione. Semplice eppure pieno di carattere e coloratissimo, il secondo ristorante della chef che ha fatto tanto parlare di sé con Cittamani in zona Brera, è la versione pop della cucina creativa. Indiana ma non solo: infatti il menu è diviso per zone del mondo, ciascuna rappresentata dai suoi piatti più conosciuti e apprezzati. Ideale per gruppi eterogenei, dà a chiunque la possibilità di trovare qualcosa da scegliere in questa girandola di sapori universali. Vi accoglie un grande bancone dove gustare prima, durante o dopo cena i cocktail di Nicolò Rapezzi, dai divertenti sapori speziati.

Via Melzo, 9
Aperto: Lunedì – Sabato
Pranzo ore 12.00 – 15.00
Cena ore 19.00 – 24.00
Mixology Bar: ore 19.00 – 2.00
https://www.spicarestaurant.com/it/

La teiera eclettica

Il regno di Barbara Sighieri, vera guru cittadina del tè. Dopo una vita dedicata all’informatica, dirigente a 38 anni, nel 2003 ha deciso di riprendere in mano la passione ereditata dalla nonna e di farne un lavoro e ha approfondito, studiato, visitato finché non ha acquisito tutte le competenze per diventare una vera e propria consigliera della bevanda millenaria. Alla Teiera eclettica si va per conoscere un universo, per bere un tè con i dolcetti, per scegliere una selezione da portare a casa, ma anche per scoprire il mondo e le persone che si celano dietro alle foglie che servono per preparare una tazza di questa bevanda calda e confortante. Numerosi i corsi e gli incontri a tema, dalla preparazione casalinga ai dialoghi con i produttori cinesi, giapponesi, nepalesi, per capire una cultura e una agricoltura che conosciamo ancora troppo poco. Niente bustine (o poche e ben selezionate), tantissime varietà sfuse: per voi o per un regalo, basta chiedere a questa ‘maga’ del tè, che dalla descrizione della persona saprà scovare tra le decine di proposte quella perfetta, indovinando i gusti proprio come nella scena di un film.

Via Melzo, 30
Apertura: Domenica e Lunedì 15.00-19.30 Da Martedì a giovedì 10.00-13.30/15.00-19.30 Venerdì e sabato 10.00-19.30
Telefono: +39 02-29419101
www.teieraeclettica.it/

Égalité

Baluardo della comunità francese a Milano, il locale che ha preso il posto dello storico Lelephant è ormai una realtà consolidata. Nel forno a vista vengono prodotte baguette sfornate fresche quattro volte al giorno, in sette differenti tipologie. Altri sette tipi di pane compaiono nelle rastrelliere e ogni giorno c’è una nuova proposta da assaggiare. Tutto viene prodotto utilizzando antiche varietà di grano e di farine provenienti da un mulino centenario, la Minoterie du Trièves, nelle Alpi francesi. La qualità delle farine, tutte da agricoltura responsabile o biologica, è frutto dell’impegno e della passione di una intera piccola filiera, perfettamente tracciabile, dal grano coltivato al pane. Non mancano le brioche, i croissant sfogliati alla francese e qualche piccola delizia da abbinare al pane, per offrire tutto ciò che serve dalla colazione all’aperitivo, da gustare sul posto o da asporto. Basato sull’arte panificatoria del Maestro Boulanger Thierry Loy e sostenuto da un gruppo di amici investitori, questo concept di boulangerie gastronomica è del tutto inedito nel panorama italiano. Il design combina elementi da panetteria anni ’50 e materiali naturali ad uno sguardo divertito sull’iconografia delle boulangerie e dei caffè parigini, come per esempio il banco del bar in zinco. Anche la grafica è moderna e colorata, con re, imperatori, rivoluzionari e contadini che fieramente brandiscono una baguette o un croissant.

Via Melzo, 22
Apertura: Martedì – Mercoledì: 7.30 – 20.00 Giovedì – Venerdì: 7.30 – 22.00 Sabato: 8.00 – 22.00 – Domenica: 8.30 – 15.00
Telefono: 02 83 48 23 18
www.egalitemilano.it

Kanpai

Uno tra i pochi Izakaya italiani, Kanpai è stato inaugurato a gennaio 2018, offrendo alla città un locale che riunisce cucina tradizionale giapponese e cocktail d’ispirazione orientale. Izakaya (居酒屋) è un termine giapponese composto dalle parole “i” (sedersi), saka (sake) e ya (negozio). È quindi un tipico locale giapponese, che vende bevande accompagnate da cibo. La parola izakaya, in Giappone, identifica una tavola informale dove condividere un pasto ed è un ritrovo molto diffuso nelle grandi città: poco sushi e tante pietanze cucinate. Kanpai ha l’ambizione di ricreare questo spirito giapponese a Milano per scoprire il Giappone autentico con i piatti dello chef Masaki Okada, di origine giapponese ma ormai trapiantato da anni in Italia e con una grandissima esperienza in numerosi ristoranti giapponesi nel nostro Paese. Alla sua cucina intensa si abbinano i cocktail di Samuele Lissoni, bartender brianzolo che mette un tocco di Giappone in ogni sua preparazione: dai grandi classici ai nuovi twist fino ai Signature Samuele riporta un ingrediente, un profumo o una tecnica di preparazione che ci permette di arrivare in Oriente in un sorso. Naturalmente si possono bere anche sakè, whisky e gin giapponesi oltre a vini naturali provenienti da piccoli produttori.

via Melzo, 12
Telefono: +39 02 3826 9862
Apertura: dal lunedi al giovedi 19:00/01:00 – venerdi e sabato 19:00/02:00 – domenica chiuso
https://www.kanpaimilano.it/
info@kanpaimilano.com

Cocciuto

Dopo Tortona e Porta Romana, il duo milanese della pizza Paolo Piacentini e Michela Reginato triplica Cocciuto e porta l’ostinazione che dà il nome ai locali in un nuovo quartiere milanese. 70 coperti all’interno e 25 nel dehors esterno, il locale di via Melzo riprende i toni metropolitani e il design urban chic con tavoli conviviali e mattoni a vista tipici di questa pizzeria con cucina che ha già vinto numerosi premi e convinto moltissimi milanesi. La pizza, nel rispetto della più antica tradizione partenopea, è la protagonista dell’offerta gastronomica: disco tondo, morbida e sottile al centro, con cornicione sviluppato e fragrante, è preparata con lavorazione diretta con doppia lievitazione che dura almeno 30 ore. Base della cucina è la stagionalità che ben si coordina con la sostenibilità: il forno elettrico, la scelta di ingredienti chilometro zero, la presenza di alcuni ingredienti bio, la valorizzazione di piccoli produttori italiani, la selezione dei fornitori anche in ragione dei loro imballaggi, con una scelta che privilegia chi non utilizza plastica, sono i punti forti di tutti i locali. Si viene per la pizza ma si possono anche scegliere le proposte di tradizione dal menu che rielabora ricette con stile contemporaneo e globale.

Via Melzo, angolo Via Spallanzani
Telefono: 02 36751178
Apertura: Dal lunedì al giovedì 12.00-15.00/19.00-23.30 – dal venerdì alla domenica 12.00-15.00/19.00-24.00
www.cocciuto.com

Pasta Fresca Brambilla

Per un pranzo ricco di gusto ‘come una volta’ o per l’aperitivo, proprio alla fine della via, c’è Pasta Fresca Brambilla. Aperto dal 1969 come laboratorio di pasta fresca, dal 2013 propone anche piatti da gustare sul posto, oltre alle proposte d’asporto. In menu, tanti grandi classici: tagliatelle e pappardelle tagliate al coltello sul momento, ravioli e cappelletti chiusi a mano uno a uno sull’asse di legno, lasagne al ragù o di verdure pronte da infornare, gnocchi di patate. Per chi non va di fretta, c’è anche una godibile selezione di vini e birre artigianali.

Via Melzo, 2
Telefono: 02 2952 1359
Apertura da martedì a sabato, dalle 9 alle 20
https://www.facebook.com/pastafrescabistrot/

E la movida? Quella non è mai cambiata, anzi, è sempre più presente soprattutto nelle sere del week end. Il punto di riferimento è il caffè Picchio: interni da bar di periferia, offerta standardizzata ma grande anima, con le fototessera degli avventori appese ovunque e una naturale vocazione all’aggregazione. Prima o dopo un giro nei ristoranti da gastro-fighetti una sosta qui è doverosa: a discapito delle mode, questo bar rimane un avamposto di milanesità autentica e non costruita, che fa della convivialità e dello stare insieme fuori casa un vero e proprio baluardo. Se non arrivate presto non aspettatevi di entrare: la clientela del Picchio è rigorosamente tra strada e marciapiede.

 

 

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