Per cortesiaUna tradizione tutta italiana, pensata per non imbarazzare, ma che ottiene l’effetto contrario

Il crinale che divide il bon ton dal nonsense è ripido e spesso sfocia in pratiche da condannare: come il menu senza prezzi dedicato alle signore, messe - anche al ristorante - in condizioni di inferiorità, travestendo la pratica in atto gentile

Quando anni fa accompagnai il tour cittadino di una delegazione di cuochi baschi, grande fu la sorpresa e direi quasi l’imbarazzo, il giorno in cui, durante una delle tante visite ai ristoranti di Milano, in uno dei più prestigiosi, consultando il menu, i professionisti di Bilbao cominciarono a darsi di gomito con mezze frasi miste a risolini finché si decisero a spiegarmi il motivo del loro comportamento.

«Perché questo menu non ha i prezzi?»

Già, il gentile ospite del ristorante, una stella Michelin, nel distribuire i menu per descrivere i piatti in assortimento, ne porse alcuni senza prezzo.

Alla domanda risposi nel modo più semplice, «si tratta del menu di cortesia» e, quasi balbettando, aggiunsi, «per le signore». In quello stesso istante mi resi conto non solo dell’obsolescenza di uno strumento che, evidentemente, nel resto d’Europa non esisteva, ma di quanto fosse grave l’inciampo della seconda parte della risposta. Con quel “per le signore” evidenziavo un comportamento culturalmente retrogrado, forse un po’ provinciale, che fissava come regola che fosse il maschio a pagare il conto e la donna, sesso debole, a subire quella che fino ad allora si considerava una cortesia, come un sopruso.

I gentili cuochi di Bilbao non infierirono, mostrarono stupore per questa arcaica tradizione, ma lasciarono cadere il discorso, derubricando la cosa a folklore.

Io, invece, mi resi conto di quanto fosse vetusto e offensivo pensare che uno dei due commensali, appunto la donna, non dovesse conoscere il prezzo del suo pasto, peggio, in una società che lotta per la parità, quanto fosse stupido pensare ciò e, addirittura, che non potesse essere il contrario limitandosi a scegliere, al momento del conto, se pagare ciascuno la propria parte od offrire per il piacere di farlo, senza distinzioni di sesso e, aggiungerei, di censo.

Ripensavo a questo episodio in questi giorni in cui il menu è diventato un oggetto importante nel servizio di sala ai tempi del Covid.

Le soluzioni adottate, conseguenti a disposizioni del Comitato Scientifico, sono tante, dal foglio usa e getta, al documento plastificato da sanificare a ogni utilizzo, alla lavagna, alla più adeguata lettura di un Qrcode. Non tutte applicate con rigore dobbiamo riconoscere, purtroppo, ma nella maggioranza dei casi sì.

Ebbene, ripensando a quel giorno con i cuochi baschi e approfittando delle regole imposte dalla pandemia, facciamo un patto, mai più menu di cortesia, li avete buttati tutti, ecco dimentichiamoli.

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