Calici nuoviVoce del verbo appassire

Un velluto profumato e dalla struttura ricercata l’ultimo nato della Tenuta Tenaglia, azienda che prende il nome da un capitano di ventura del passato, e che insieme al vino propone progetti artistici dal valore sociale. Per unire riflessione, arte e buon bere

Un Dalì surreale, un De Chirico dai riflessi violacei intensi. Si chiama Blu Elixir ed è un nettare che riassume in parti uguali Barbera, Syrah e Cabernet appassito in vigna per 20 giorni. L’alcolicità elevata, il bel corpo e la struttura tenace lo fanno profumare di tostato, di vaniglia, morbido e suadente come le colline del Monferrato che accolgono le uve che lo compongono.
Lo stesso terreno dell’Infernot lo fa crescere sulla sabbia stratificata e gli regala corpo e lunghezza, eleganza e speziatura, rendendolo adatto ad accompagnarsi alle pietanze del mondo. La frazione appassita proietta questo vino in una dimensione surreale, che lo rende perfetto complemento anche di formaggi molli, come il Camembert, lo riporta immediatamente, anche nell’immaginario, alla sua visione onirica, e lo rende persistente nella memoria.
La sua opulenza ci porta ad abbinamenti con piatti impegnativi per il palato, un carattere ribelle, un vino che segue lo spirito del mondo e lo accompagna.
Il Blu Elixir è una delle ultime creazione dell’attivissima Tenuta Tenaglia, costruita intorno agli inizi del diciassettesimo secolo ai piedi del Santuario Diocesiano della Madonna di Crea. Prende il nome dal Governatore di Moncalvo, tale Giorgio Tenaglia, capitano di ventura che guidò grandi battaglie contro gli invasori Spagnoli. Durante i suoi momenti di riposo, Giorgio si ritirava nella tenuta, dove produceva vino, allevava i suoi cavalli e coltivava le sue passioni culturali ed artistiche facendo da mecenate ad artisti locali per la creazione di alcune delle ventitré cappelle nel sovrastante Santuario di Crea. Nel corso dei secoli, il nucleo familiare Tenaglia si disperde e i vigneti vengono per un lungo periodo amministrati dal locale Santuario, e coltivati dalle suore del Monastero Domenicano Maria di Magdala nel complesso di Crea.
Oggi Tenuta Tenaglia è gestita dalla seconda e terza generazione della famiglia italo-tedesca Ehrmann, attenta custode di questa lunghissima storia e grande esploratrice di nuove forme d’arte e di charity: dal 2020 Tenuta Tenaglia ha inaugurato infatti la “Tenuta Tenaglia Residence”, un progetto annuale a cura di Isabella Ehrmann, che coinvolge creativi internazionali dal mondo dell’arte, moda e del design attraverso la realizzazione di un calendario artistico, i cui proventi vanno a favore dell’associazione di Aboubakar Soumahoro, attivista sindacale e sociale, per supportare i lavoratori invisibili non tutelati in Italia come i rider, i braccianti ed altri ancora.