La voce dell’innocenzaDonzelli scagiona Striscia la notizia con un argomento davvero molto interessante

Il deputato di Fratelli d’Italia ha spiegato a Repubblica che il Tg satirico ha sempre fatto così, tanto è vero che attaccava persino Gasparri proprio «mentre stava facendo la legge sulle televisioni che, mettiamola così, certo non dispiaceva a Mediaset». Ah, sì?

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Siccome in questo paese nessuno è più capace di ascoltare l’altro, fosse anche solo per insultarlo meglio, il già surreale dibattito sulle teorie del complotto coltivate da Giorgia Meloni si è arricchito ieri di un altro equivoco, e cioè la presunta minaccia rivolta a Mediaset dal responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, per via di un titolo sibillino della sua intervista a Repubblica: «Donzelli avverte Forza Italia: “Non siamo graditi alle lobby. Per Mediaset nessun riguardo”».

Per capire che non c’era alcuna minaccia bastava leggere l’articolo, in cui Lorenzo Di Cicco scrive testualmente: «FdI d’ora in poi avrà un occhio di riguardo per il Biscione? Donzelli fa no con la testa, fermandosi a chiacchierare nel foyer: “Noi guardiamo con attenzione tutte le grandi aziende strategiche, non Mediaset in particolare”».

L’aspetto davvero interessante, semmai, era l’argomento con cui Donzelli assolveva Mediaset da ogni accusa, dopo aver ripetuto quasi testualmente l’elenco dei veri imputati già stilato il giorno prima da Meloni («la verità è che a certi ambienti non andiamo giù. Lobby abituate a entrare nelle stanze del potere, tecnici che andavano a fare i ministri, ma anche alcuni dirigenti dei ministeri che si erano assuefatti alla debolezza della politica, mentre Meloni ne ha ripristinato la forza»).

L’argomento usato da Donzelli a difesa di Mediaset, in sé inoppugnabile, è questo. Tenetevi forte: «Striscia è Striscia, ha sempre fatto così. Mi ricordo quando da ragazzo dentro An ero vicino a Maurizio Gasparri. E Ricci lo attaccava proprio mentre stava facendo la legge sulle televisioni che, mettiamola così, certo non dispiaceva a Mediaset. Maurizio si sfogava: ma come, io faccio la legge per Mediaset e loro mi trattano in questo modo? È la legge di Striscia».

Bisogna riconoscerlo: la voce dell’innocenza non è Striscia la notizia, è Donzelli. Dunque, dopo avere passato decenni a respingere con sdegno qualunque accusa di conflitto d’interessi, definendo anzi pure quelli attacchi pretestuosi e vergognosi della sinistra e dei media ostili, sono gli stessi dirigenti di Fratelli d’Italia (e prima di Alleanza Nazionale) a confermare che quando erano al governo, e dunque controllavano pure la Rai, non si facevano scrupolo di firmare una legge sul mercato televisivo «che, mettiamola così, certo non dispiaceva a Mediaset».

E questi sarebbero quelli che, per dirla con le parole di Meloni, oggi avrebbero «portato al governo l’Italia vera, che non è quella descritta dai giornaloni, o nei salotti tv… l’Italia dimenticata e umiliata da anni di governi di sinistra», lottando contro «tutti quelli che hanno bivaccato sulla pelle della nazione, grazie alle amicizie giuste, alle lobby di potere, agli interessi particolari, ai privilegi».

Su una cosa, va detto, Meloni ha ragione: il coraggio non le manca. Perché a dire certe cose senza un sussulto ci vuole davvero un coraggio da leoni.

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