Tutto è permesso (o quasi)Poche donne per la repubblica delle idee

Repubblica è un giornale italiano, in tutto e per tutto. Anche nella preponderanza che riserva agli uomini rispetto alle donne. Mi riferisco alla “Repubblica delle Idee” la festa del giornale che s...

Repubblica è un giornale italiano, in tutto e per tutto. Anche nella preponderanza che riserva agli uomini rispetto alle donne. Mi riferisco alla “Repubblica delle Idee” la festa del giornale che si è tenuta ieri e oggi a Torino dove giornalisti, imprenditori e opinion maker hanno parlato del cruciale tema del lavoro. Tema di tutto rispetto visti i tempi che corrono. Purtroppo su 55 speakers solo 10 erano donne, appena il 20%. E in questo siamo perfettamente in linea con le statistiche italiane rispetto alla partecipazione delle donne alla vita pubblica – politica ed economica – nel nostro paese. Infatti, secondo l’ultimo rapporto dell’Onu e dell’Unione interparlamentare le donne elette nei parlamenti nazionali nel 2011 sono state il 19,5%, con la solita eccezione dei paesi scandinavi come Svezia, Norvegia e Finlandia che hanno tra il 42 e il 45% di donne elette. L’Italia invece è cinquantasettesima con il 21,6% di donne elette alla Camera e il 18,6% al Senato. Una situazione molto simile, punto più o punto meno, a paesi ai quali normalmente ci paragoniamo come Gran Bretagna e Francia. Detto questo dalla festa del giornale diretto da Ezio Mauro, che giustamente in questi anni non ha perso l’occasione di criticare il “modello femminile” berlusconiano, ci saremmo aspettati una maggior attenzione per la partecipazione delle donne. Anche perché bisogna ricordare che in Italia la disoccupazione femminile, nonostante una lieve diminuzione, è al 12 , 1%, rispetto al 10,6% di quella maschile.

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