Buona e mala politicaDacca, film già visto. Vincerà l’eroe Faraaz

Nel tragico ordito del lampo terroristico all'Holey Artisan Bakery di Dacca, la sera di venerdì 1 luglio, affiora la trama di un film già visto. Ricordate l'assassinio di Walter Tobagi in via Salai...

Nel tragico ordito del lampo terroristico all’Holey Artisan Bakery di Dacca, la sera di venerdì 1 luglio, affiora la trama di un film già visto.
Ricordate l’assassinio di Walter Tobagi in via Salaino a Milano? Figli della borghesia (per giunta intellettuale) della città, che pianificano la morte di un giornalista coraggioso e riformista (due qualità odiate da chi sparava alle spalle sognando la rivoluzione alla cambogiana) per accreditarsi con le BR come veri rivoluzionari. Walter resta un eroe della democrazia del nostro tempo, quel commando – pur in parte graziato, condonato, protetto – resta l’esempio di che cosa significa una vita di merda.
Questo commando in Bangladesh sviluppa il capitolo della “decimazione coranica” (chi sa il Corano sopravvive, chi non lo sa muore falciato dalla vendetta di Allah) per mostrare a Isis che c’è chi sa intraprendere la via culturale allo Stato islamico (che Isis compra mediologicamente subito senza costi aggiuntivi).
Alla fine si scopre che nelle ragioni del commando c’è pure una aggregazione generata da una delusione amorosa di uno del gruppo. II secondo avrà avuto una bocciatura in inglese. Il terzo una nonna che non metteva la marmellata che voleva nei dolci.
Gli inviati dei nostri giornali hanno messo a fuoco l’epicentro della loro formazione. Una scuola privata per ricchi di Dacca con un nome così poco islamico (“Scholastica”), che a Milano suonerebbe come San Carlo o Istituto Gonzaga.
E si scopre che le “prove di violenza” contro intellettuali, artisti e scrittori laici sono in corso da qualche tempo. Dunque il cantiere questa volta ha alzato il tiro.
A noi italiani, questa sciagurata volta costa un prezzo altissimo. Ma ci riconfeziona una storia che ha un finale storico scritto: la loro disfatta. Le rivoluzioni vincono quando stanno dalla parte della storia. Non quando appartengono all’inventario psicoanalitico.
Come ben racconta questa mattina l’inviato della Stampa a Dacca, Niccolò Zancan, la controstoria a questo commando invasato la ha straordinariamente scritta un ragazzo simile a loro ma così diverso, che si chiamava Faraaz Hossain, 19 anni, quello che invitato a lasciare la gabbia della morte perché aveva superato la prova di conoscenza del Corano ha scelto di stare al tavolo con le sue due amiche e per questo gesto simbolico e altamente coraggioso ha perso la vita, ucciso da Rohran Imtiaz, 21 anni, stesse strade, stesso quartiere, simili scuole. Ma Faraaz ha guadagnato una vera reputazione mondiale e il diritto al racconto esemplare presso la sua generazione, musulmana e non musulmana, di ogni parte del mondo.