17 Aprile Apr 2019 0600 17 aprile 2019

Benvenuta in Italia, Greta, ma attenta: sull’ambiente siamo i più ipocriti di tutti

Greta Thunberg, paladina della difesa dell’ambiente, oggi arriva a Roma dopo aver fatto tappa al Parlamento europeo. È un bene averla qui, ma bisogna avvertirla: quando si tratta di ambiente, i nostri politici sono i più irresponsabili e ipocriti. Ecco perché

Greta Thunberg 2 Linkiesta
FREDERICK FLORIN / AFP

Dopo un lungo viaggio in treno dalla Svezia con una prima tappa al parlamento europeo, la giovane Greta Thunberg è arrivata a Roma. Greta è stata animatrice solitaria fino ad alcuni mesi fa dello sciopero della scuola per il clima, posizionandosi di fronte al parlamento svedese con il suo inseparabile cartello per chiedere provvedimenti urgenti contro il cambiamento climatico. La sua protesta ha rapidamente coinvolto moltissime persone, provocando una straordinaria mobilitazione globale, avvenuta il 15 marzo, con milioni di giovani scesi in piazza in tutto il mondo in difesa del pianeta.

Ma cosa troverà Greta in Italia? Spero che trovi cordialità e sincera attenzione e non quel clima aggressivo e di parole di odio da parte di esponenti della politica e dello spettacolo, pochi per la verità ma che hanno fatto tanto rumore. È accaduto che Daniela Santanchè abbia definito sui suoi canali social una buffonata il corteo sul clima prendendosela poi con la canzone Bella Ciao modificata in versione ambientalista, sulla stessa linea il capo della Lega Salvini che anche lui contro la canzone dei partigiani aggiungendo che a manifestare erano i soliti noti, come se un milione di giovani fossero i soliti noti. C’è anche il sindacalista Bentivogli che sul quotidiano Il Foglio ha scritto che non possiamo regalare la terra agli ambientalisti fricchettoni e che dire di Rita Pavone che definisce Greta un personaggio da film horror per poi correggersi malamente dicendo che se avesse saputo che aveva la sindrome di Asperger non avrebbe detto quelle parole, come se bullizzare una sedicenne fosse normale a prescindere dalla sua condizione. Ultimo la giornalista Maglie, quella che avrebbe dovuto sostituire il grade Enzo Biagi nella striscia serale del Tg1: Greta l’avrebbe messa volentieri sotto la macchina.

Spero che Greta possa stare lontana da un’ipocrisia della politica che noi italiani conosciamo bene. Quella dei politici che si dichiarano ambientalisti proprio in occasione delle catastrofi ambientali o che esprimono sostegno ai giovani che manifestano per il clima, ma il giorno dopo continuano a fare quello che facevano appena prima: aggredire l’ambiente in nome di un falso progresso

Spero che Greta possa stare lontana da un’ipocrisia della politica che noi italiani conosciamo bene. Quella dei politici che si dichiarano ambientalisti proprio in occasione delle catastrofi ambientali o che esprimono sostegno ai giovani che manifestano per il clima, ma il giorno dopo continuano a fare quello che facevano appena prima: aggredire l’ambiente in nome di un falso progresso. Come in Liguria, dove alcuni giorni fa è stata approvata una legge ammazza parchi che riduce le tutele di 22 mila ettari, mentre alcuni giorni prima il presidente della Liguria Toti incontrava i giovani del Fridays for Future dando loro il suo sostegno. L’ipocrisia di un governo, quello italiano, che dispensa parole belle sul clima ma approva un Piano clima ed energia, inviato alla Commissione europea, che non rispetta gli accordi internazionali sulla riduzione dei gas serra o gli obiettivi sulle rinnovabili. Un governo che invece di tutelare i suoli agricoli e il cibo ha deciso di spargervi sopra fanghi di depurazione contenenti diossine, Pcb e arsenico, pensando che questa sia una cosa sostenibile. Quella politica che è colpevolmente silente di fronte all’emergenza sanitaria rappresentata dalla contaminazione di PFAS, come in Veneto e non solo, che ha portato decine di migliaia di persone ad avere il sangue contaminato. L’ipocrisia di chi accusa gli ambientalisti di allarmismo o addirittura di procurato allarme perché a Taranto denunciano le elevate concentrazioni di diossina e di inquinamento che, secondo uno studio dell’Istituto Superiore di sanità di pochi anni fa, ha portato ad una percentuale di mortalità del +21% tra i bimbi di Taranto. Quella politica che invece di difendere i bimbi e le bimbe di quella città ha pensato di regalare l’immunità penale a chi emette quelle stesse sostanze inquinanti.

Greta è una giovane che sente su di sé una grande responsabilità e penso che oggi lo scontro etico e morale rappresentato dalla questione climatica che abbiamo di fronte sia proprio questo: responsabilità contro irresponsabilità.

Perché è irresponsabile non agire subito o, peggio ancora, continuare l’assalto alle risorse naturali, fermare la modernizzazione, innovazione e conversione ecologica di modelli produttivi obsoleti e inquinanti, non consegnare il motore a scoppio alla storia a favore dell’auto elettrica, continuare ad usare il petrolio per produrre energia quando abbiamo fonti energetiche gratuite e illimitate come il sole e il vento, non investire nella green economy, che significherebbe creare un'occupazione buona e durevole. Può anche non piacere, ma è con questa realtà che dobbiamo fare i conti. Greta e gli ambientalisti di tutto il mondo impongano di guardare al futuro e non al passato e agli egoismi. Tutto ciò si chiama difendere la vita, come ha scritto Papa Francesco nell’enciclica Laudato Sii. Benvenuta in Italia, Greta, e grazie.

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