Ermotti saluta UniCredit: «orgoglioso» dei derivati

Ermotti saluta UniCredit: «orgoglioso» dei derivati

Dopo la nomina di Jean-Pierre Mustier al vertice del Corporate & Investment banking di UniCredit, alla vigilia del primo giorno da numero due del colosso bancario elvetico Ubs, Sergio Ermotti rivendica la correttezza e l’efficacia del suo operato in Piazza Cordusio. Dove è sbarcato nel dicembre 2005 chiamato dall’allora amministratore delegato Alessandro Profumo, dopo essere stato ai vertici della banca americana Merrill Lynch.
Rispondendo ad alcune domande de Linkiesta, il banchiere svizzero-italiano fornisce la sua versione dei fatti su due fronti che dentro e fuori la banca hanno sollevato commenti e malignità: l’acquisto della società di consulenza londinese NewSmith Capital – creatura di un gruppo di ex “Merrill boys” attiva nei derivati e nella finanza strutturata – e i suoi interessi nel business alberghiero ticinese tramite hotel e resort parzialmente riconducibili a società di Panama.

Sul primo punto Ermotti rivendica di essere «orgoglioso di aver fatto comprare a UniCredit il business di NewSmith». Ma qui bisogna fare un passo indietro: nell’ottobre 2009 UniCredit ha acquistato da NewSmith, il 100% di NewSmith Financial Products e NewSmith Financial Solution specializzate in credit advisory (consulenza nella finanza strutturata e derivati sul debito). NewSmith è stata fondata nel 2003 da Michael Marks, Paul Roy, Stephen Zimmerman, Check Low e Ron Carlson, tutti ex uomini di Merrill Lynch. Proprio come Ermotti.
In seguito all’acquisizione conclusa nel 2009, l’amministratore delegato della società londinese, il malese TJ Lim – artefice, a metà anni ’90, del successo di Merrill Lynch nel mercato dei derivati su reddito fisso e cambi – entra in UniCredit e diventa condirettore dell’area Mercati all’interno della divisione Markets&Investment Banking. Struttura guidata da Edoardo Spezzotti, un altro banchiere che arriva dalle file di Merrill Lynch. Come pure Mike Hammond, specialista di obbligazioni convertibili, assunto da Piazza Cordusio nell’estate 2007 con la qualifica di direttore dell’area Capital markets. La scelta di Ermotti non fu popolare: TJ Lim è conosciuto per essere uno dei massimi esperti mondiali in Cdo, obbligazioni strutturate che hanno come garanzia collaterale un portafoglio di crediti. E che, a causa della loro opacità, sono finite sul banco degli imputati per il ruolo avuto nella crisi finanziaria, spesso etichettate come “titoli tossici”.

Affari privati sulle rive del lago di Lugano. Nella sua città natale, invece, Ermotti ha deciso di investire parte dei suoi guadagni, come conferma a Linkiesta. Spulciando il Registro del commercio del Canton Ticino, infatti, emerge che Ermotti siede nel board dell’Hotel Kurhaus Cademario, di Tessal e di una serie di resort di lusso che afferiscono a fiduciarie panamensi. Come la residenza Il Poggio, il Residence Montalbano I e II, e l’Hotel Principe Leopoldo. «Sono coinvolto in questi affari in quanto, per fortuna, ho risparmiato dei soldi negli anni e ho deciso di fare degli investimenti nel settore alberghiero. Quella che in apparenza sembra una serie infinita di incarichi in realtà è riconducibile a due società», spiega il banchiere. Ovvero, le società anonime elvetiche Kurhaus Cadamario e Tessal.

Sul fronte Panama, paradiso fiscale la cui associazione con il nome di un banchiere internazionale potrebbe suonare imbarazzante, il top manager luganese chiarisce: «Il Poggio, il Residence Montalbano I e II e l’Hotel Principe Leopoldo sono parte della stessa struttura. Io sono presidente delle succursali svizzere, ma la ragione per cui c’è dietro una società panamense è storica: la presenza delle società di Panama in Svizzera è una conseguenza del fatto che, mediante questo sistema, era possibile l’entrata di azionisti non svizzeri come proprietari dell’oggetto immobiliare». Ermotti aggiunge poi che, presso le autorità competenti, è in fase di approvazione una riorganizzazione del business che dovrebbe riportare la testa delle società in Svizzera.