Dai pellerossa a Bush, «l’altra storia» dell’impero Usa

Dai pellerossa a Bush, «l’altra storia» dell’impero Usa

Gli autori

Howard Zinn (1922-2010), autore del classico A People’s History of the United States (pubblicato in Italia presso il Saggiatore con il titolo Storia del popolo americano) è stato uno dei più importanti storici americani. Professore emerito all’Università di Boston, ha ricevuto il Lennan Foundation Literary Award for Nonfiction e il premio Eugen V. Debs per i suoi scritti e il suo attivismo politico. Nel 2003 ha ottenuto il Prix des Amis du Monde diplomatique. Tra le sue numerose opere, in Italia sono comparse anche Marx a Soho, Il fantasma del Vietnam e Disobbedienza e democrazia.

Mike Konopacki, nato nel 1951, diviene un apprezzato political cartoonist dopo una laurea in Scienze politiche. Ha pubblicato numerosi libri a fumetti tra i quali, con Gary Huck, Bye! American (1987), Mad in USA (1993) e Working Class Hero (1998); con Alec Dubro, The World Bank. A tale of Power, Plunder, and Resistance (1995). Suoi disegni animati compiono nel video di Jeremy Brecher e Tim Costello Global Village or Global Pillage (2000).

Paul Buhle, nato nel 1944, lavora presso il dipartimento History and Civilization della Brown University. Ha pubblicato decine di libri sulla storia dei movimenti radicali nelle due Americhe, molti dei quali a fumetti. Tra i più recenti si possono menzionare: Wobblies! A Graphic History of the Industrial Workers of the World (con Nicole Schulman, 2005), Dangerous Woman. The Graphic Biography of Emma Goldman (con Sharon Rudahl e Alice Wexler, 2007), Che. A Graphic Biography (con Spain Rodriguez, 2008), The Beats. A Graphic History (con Harvey Pekar e _Ed Piskor, 2010).

La casa editrice

Hazard Edizioni di Milano è una realtà ormai consolidata nel mercato editoriale italiano, specializzata nella realizzazione e pubblicazione di libri e cataloghi di grafica, illustrazione, ma soprattutto di fumetto d’autore italiano e internazionale. Da sempre attenta, da una parte, a promuovere in Italia ed in Europa nuovi illustratori e fumettisti che rivelavano doti di grande spessore (e che in effetti nel tempo, si sono spesso affermati come autori riconosciuti e richiesti), dall’altra pubblicando in Italia le opere di molti veri e propri maestri del fumetto internazionale, come Josè Muñoz, e giapponese in particolare, come Osamu Tezuka (per le cui opere la Hazard ha ricevuto già moltissimi premi) e Leiji Matsumoto.

Il volume si apre con il prologo dell’autore che, in seguito ai tragici fatti dell’11 settembre, si interroga su quale dovrebbe essere la risposta corretta a ciò che è accaduto in quel drammatico giorno e l’analisi che ne deriva diventa lo spunto per raccontare una storia fatta di dominio, persecuzioni, annientamento, colonialismo, imperialismo, oppressione e conquista, partendo dal tristemente famoso massacro degli Indiani a Wounded Knee, che apre il primo capitolo. La visione di Zinn propone un approccio diverso all’evoluzione della storia americana, da sempre presentata come costruzione di uno stato forte, basato sulla libertà e la democrazia, proiettato verso la ricerca della felicità, (sancita dalla costituzione), attraverso i principi cardine della democrazia al servizio dell’individuo. Qui l’autore pone l’accento invece su come tali principi si siano basati dapprima sull’annientamento dei nativi americani e in seguito sull’importazione di manodopera a costo zero, fattori che hanno permesso di rendere l’economia americana la più ricca e florida del pianeta. Secondo Howard Zinn, con questi presupposti, non era e non è possibile creare una vera democrazia e a sostegno della sua tesi pone l’accento sui principali avvenimenti della storia d’America, e su quello che lui chiama Imperialismo Americano, passando dalla guerra ispano-americana del 1890 a quella del Vietnam, dalla rivoluzione sandinista a quella islamica in Iran, sino alla guerra in Irak. Il tutto, sottolineando in modo acuto e pungente l’assoluta fermezza e coerenza  di comportamento da parte del potere americano ed il suo fine preciso, cioè la ricerca del profitto ad ogni costo, a discapito sempre e comunque dei deboli e degli emarginati, siano essi nativi e afroamericani o cinesi, filippini, ispanici, operai, a seconda dei periodi storici.
 

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