Il downgrade della Castiglia è la prima prova del governo Rajoy

Il downgrade della Castiglia è la prima prova del governo Rajoy

MADRID – Ancora silenzio da Mariano Rajoy, cui gli spagnoli hanno consegnato la maggioranza assoluta alle ultime elezioni del 20 novembre. Al riserbo che continua giorno dopo giorno sulle misure che verranno annunciate dal futuro presidente del governo, fa seguito il taglio da parte di Fitch del rating del debito di Castiglia-La Mancia, una delle regioni governate dai popolari e quella con il deficit più alto. Il declassamento da A a BBB+ del debito della comunità arriva a soli due giorni dalla concretizzazione delle dure misure economiche approvate dalla giunta regionale di Maria Dolores de Cospedal, numero due del partito popolare. I tagli, per un miliardo e 815 milioni di euro di cui 843 milioni alla Sanità e 460 milioni all’Educazione, sono anche le uniche indicazioni trapelate finora circa il piano economico del nuovo governo spagnolo.

Mariano Rajoy, infatti, continua a lavorare nella sede madrilena del Partito popular a stretto regime di segretezza. Finora si è concesso un unico viaggio al Nord, nella sua città natale, per inaugurare una nuova sede regionale del partito e un unico incontro internazionale, quello con il ministro dell’economia inglese, a Madrid. In programma per giovedì, invece, un viaggio a Marsiglia, per la riunione del gruppo popolare europeo, durante il quale Rajoy parlerà con Angela Merkel e Nicolas Sarkozy, ai quali ha fatto arrivare sapere che la Spagna aderirà immediatamente al nuovo Trattato stabilito nell’incontro all’Eliseo tra i due leader europei.

Tuttavia, qualche segnale delle intenzioni economiche del nuovo governo, di cui non si conosce anche il nome del ministro dell’Economia, viene dall’anticipo delle misure prese da Cospedal per la regione Castiglia-La Mancia, seguite ad uno degli incontri a porte chiuse nella sede del partito popolare a Madrid proprio giovedì scorso. Durante l’incontro Rajoy avrebbe indicato ai suoi le linee guida per le misure economiche regionali: oltre al taglio della Sanità e dell’Educazione, i 70 mila funzionari regionali lavoreranno due ore e mezza in più, da 35 a 37 ore e mezza, mentre le retribuzioni caleranno del 3% netto, da sommare al -5% deciso nel 2010.

Per quanto riguarda la Sanità, verrà introdotta la gestione privata per alcuni ospedali, sul modello già messo in atto in Catalogna, e il sistema dell’Educazione “concentrata” (con più ore per i professori) già a regime nella comunità di Madrid. «Sudore necessario per allontanare le lacrime di domani» ha detto Cospedal, che il 7 dicembre, sempre secondo i dettami del futuro presidente del governo, introdurrà il tetto di spesa pubblica per la sua regione.

Secondo la governatrice popolare, a rendere necessari i tagli – più che Rajoy – è stato il deficit ereditato dalla precedente gestione socialista della regione. L’ammontare del deficit è stato oggetto del contendere durante le amministrative di maggio e uno dei motivi della vittoria dei popolari. Ora, a seguito del primo atto ufficiale di Cospedal, arriva la nota dell’agenzia di rating Fitch che mette nero su bianco il deficit della regione, il più alto tra quelli delle comunità autonome spagnole, con un 4,84% sul Pil.

Una delle regioni più colpite dalla crisi, quella manciega, sottolinea l’agenzia di rating, con una contrazione dello 0,9% del Pil in termini reali a fronte di uno 0,1% di quello nazionale. Da parte sua la giunta ha risposto con un comunicato in cui ribadisce che il taglio del rating si deve all’eredità del passato e che l’agenzia rivedrà la sua analisi dopo la prima riunione del parlamento regionale, e in attesa delle nuove misure del Governo centrale. Bisognerà aspettare ancora, dunque, per vedere se le misure prese da Cospedal e da Rajoy basteranno ad evitare quello che la stessa presidente regionale ha evocato in più occasioni come un rischio default della regione.

Intanto, forse anche per via dell’assenza di una bussola per una Spagna in pericolo recessione, l’epidemia dell’indignazione contagia anche l’Accademia. Al movimento degli Indignados si sommano economisti, accademici, giornalisti e analisti che hanno deciso di fondare un gruppo di lavoro che concretizzi qualche proposta economica. Il gruppo si incontra nel forum online EconoNuestra, aperto alla partecipazione sul modello di un’assemblea virtuale in cui si raccolgono idee forti e con fondamento “scientifico” e non solo sulle decisioni da prendere a livello nazionale. Gli articoli per ora vanno da quello sulle idee per le passate elezioni del 20 novembre, all’analisi del governo di Mario Monti, condita dalla speranza che il nuovo esecutivo italiano sia meglio del precedente. A riempire il vuoto di iniziative istituzionali e le pagine del forum dei nuovi Indignados accademici sarà un vero Wiki economico, ossia un documento virtuale scritto a più mani, che costituirà lo zoccolo duro delle proposte dei professori in campo economico.