Rita Borsellino vuole Palermo, “Il mio modello è Pisapia”

Rita Borsellino vuole Palermo, “Il mio modello è Pisapia”

A Palermo l’ultima domenica di febbraio Rita Borsellino sfidera il renziano Davide Faraone, Ninni Terminelli (Pd), e Antonella Monastra (Un’Altra Storia). È stata scelta da Pierluigi Bersani in persona, che l’ha corteggiata per diverse settimane definendola «la migliore candidata». Rita Borsellino, dice a Linkiesta, sarà della partita ma non è la candidata del Pd «perché non sono iscritta ad alcun partito». Si ispirerà al modello dell’amico Giuliano Pisapia, già vincitore delle primarie milanesi, rivolgendosi «direttamente ai cittadini». Mostra una certa tranquillità e spera che Leoluca Orlando, candidato in pectore dell’Idv al primo turno delle amministrative per il sindaco di Palermo, «si renda conto che questa divisione non fa bene alla città. Altrimenti sì che regaliamo la città al centrodestra».

Nelle ultime settimane si è registrato il silenzio suo e del suo staff, il comportamento “ambiguo” del Pd e la candidatura concorrente di Leoluca Orlando. Oggi come si sente Rita Borsellino, dopo la presa di presa di posizione del Pd nazionale insieme al partito di Vendola (SeL) di fissare le primarie per il 26 febbraio?
Ieri ho accolto con soddisfazione questa decisione presa a Roma che poi si ripercuote su Palermo. Perché non hanno deciso a Roma cosa dobbiamo fare a Palermo. A Roma hanno scelto e affidano a Palermo e al tavolo delle primarie lo svolgimento di queste consultazioni di cui hanno definito i termini. Questo mi rassicura e dico che se le cose continuano su questa strada si faranno le primarie e saranno primarie di coalizione che daranno garanzie. D’altronde le primarie sono lo strumento migliore per potere legittimare quello che sarà il candidato a sindaco.

Orlando è il candidato dell’Idv e non parteciperà alle primarie. Dice che le primarie «sono un pretesto per gli inciuci».
Anch’io avevo le stesse perplessità che aveva Orlando, ma le avevo espresse da sempre. Da quando una parte del Partito democratico aveva espresso il suo appoggio a Lombardo ero stata sempre contraria. La mia candidatura era stata in netta rottura con questa linea del Pd, per cui la mia posizione in merito era molto chiara. Oggi ritengo che questa situazione si sia superata e che resta sicuramente un problema del Pd, ma è una questione interna che verrà risolto con una parte dei suoi esponenti che continuano a parlare di sostegno a Lombardo. Però, l’espressione del segretario nazionale del Pd, del segretario regionale del Pd, del segretario provinciale del Pd, in accordo con SeL, io credo siano una garanzia.

Anche oggi il senatore Beppe Lumia, da sempre sostenitore dell’alleanza fra progressisti e moderati, torna a dire che «regalare il Terzo Polo al Pdl sarebbe un errore», e le chiede «di rivedere la sua posizione e di essere candidato delle alleanza larghe». Lei come gli risponde?
Ma questo è il suo punto di vista (alza il tono della voce Rita Borsellino), il mio punto di vista è diverso. Non pensi (riferendosi a Lumia ndr) di potermi convincere perché, come risulta chiaro, non ci riuscirà.

Torniamo alla candidatura di Orlando: è indubbio che il suo elettorato sia simile a quello di Orlando. Non crede che a Palermo possa ripetersi uno scenario simile a quello delle amministrative di Napoli dello scorso anno quando al primo turno De Magistris ebbe la meglio sul candidato del Pd, il prefetto Morcone?
Io spero che Orlando, ragionandoci sopra, si renda conto che questa divisione, non parlo di spaccatura, non fa bene alla città. Se noi dobbiamo perseguire il bene di Palermo ragioniamoci su attorno al tavolo delle primarie e facciamo sì che siano gli elettori del centrosinistra a scegliere. Non spacchiamo gli elettori del centrosinistra in un momento in cui è necessaria compattezza, altrimenti sì che regaliamo la città al centrodestra.

Quindi lei crede che Orlando possa ancora fare un passo indietro?
Io lo spero, ma non mi fermo nel mio lavoro per ricompattare il centrosinistra. Poi, è chiaro che le primarie significa dare la voce agli elettori e saranno loro a decidere. Ma se devono scegliere tra due candidati non più in competizione, come si fa nelle primarie, ma che diventano concorrenti su un piano diverso sicuramente è un male per la città.

Volendo appiccicarle un’etichetta: Rita Borsellino candidata del Pd, o Rita Borsellino candidata sindaco di Palermo?
Rita Borsellino è candidata alla primarie per sindaco di Palermo. Non ha etichetta perché non è neanche iscritta ad un partito (lo dice ridendo ndr). Offro la mia candidatura e la metto a disposizione dei cittadini e delle cittadine: naturalmente, i partiti si schierano: prendo atto che sia il Pd che SeL guardano con attenzione alla mia candidatura e questo non può che farmi piacere. È chiaro che i partiti devono esprimersi e se si esprimono su di me non può che essere un punto di forza in più.

I suoi detrattori la accusano di non avere esperienza amministrativa. Ciò come si concilia con la gestione di una città difficile da amministrare come Palermo?
Guardi, se quelli che avevano esperienza sono gli stessi che fino ad oggi hanno amministrato la città e la Regione, forse è meglio non avere esperienza ed iniziare da zero. Non è necessario avere avuto esperienza da amministratore, tuttavia ho fatto una gavetta anche abbastanza importante: oggi sono parlamentare europea e sono stata all’assemblea regionale siciliana. Nessuno può pensare di amministrare questa città da sola. È chiaro che ci vorrà una squadra con grandi competenze e prestigio. La mia sarà un’amministrazione collegiale e collettiva.

Alle primarie parteciperà il renziano Davide Faraone. È pensabile un ticket con Faraone?
Guardi, ieri scherzando in conferenza stampa quando mi proponevano un ticket con Orlando, ho detto: in 40 anni di farmacia di ticket conosco solo quelli farmaceutici. Secondo me, stabilire prima questioni di ticket è assolutamente sbagliato. Si lavora su un progetto e ad un programma per la città. Sto lavorando ad un programma partecipato. Quando sarà stabilito si guarderà alle persone più adatte per portarlo avanti.

Dopo la pessima gestione della città di Palermo da parte del centrodestra, da dove ripartirà Rita Borsellino per risanare il capoluogo siciliano?
Ripartirà da quegli errori per non farli più. Credo che, guardando l’amministrazione di questa città, bisognerà evitare di fare tutto quello che è stato fatto fino ad oggi. Bisognerà ripartire dalla città e dai cittadini, fare un’analisi chiara di quella che è la situazione per capire anche come amministrare questa città in enormi difficoltà dal punto di vista economico. Non parlo soltanto della crisi mondiale, ma parlo delle casse del Comune. Si tratta di vedere dove tagliare gli sprechi, che sono enormi, come rivalorizzare tutto ciò che c’è, a partire dal gran numero del personale che c’è in questo Comune, che spesso non viene utilizzato, o sarebbe meglio dire, analizzato. Poi occorre individuare quelle che sono le priorità. Questa città ha bisogno di essere ordinata e pulita per potere ritrovare la propria dignità. E affrontare le tematiche che purtroppo sono tante, affrontarle con questa consapevolezza: razionalità, e buona amministrazione.

A fine mese lancerà la sua candidatura con una convention. In cosa consisterà?
Lancio, come ho già detto prima, il programma partecipato. La fase di ascolto l’ho già praticamente portata avanti in questo periodo in cui io sono stata in silenzio (lo dice ridendo ndr). Ho comunque ascoltato la città e adesso nasceranno non saprei come chiamarli, visto che adesso tutti fanno “cantieri”. A dire il vero, io li ho sperimentati per prima, e non so se cambieremo nome. Da qui nascerà il progetto per il programma di questa città.

L’ultima domanda: lei si ispirerà al modello di Giuliano Pisapia a Milano, aprendo le porte al secondo turno agli elettori moderati?
È un modello che conosco bene. Intanto perché conosco bene Pisapia, e anche perché ho partecipato attivamente alla sua campagna elettorale. In questi giorni ho letto il bellissimo libro, “Due arcobaleni nel cielo di Milano” (edito da Bompiani, dialogo fra Stefano Orlando e Giuliano Pisapia). Abbiamo tantissime cose in comune nella nostra vita personale, nel nostro modo di vedere la politica, e nel nostro modo di affrontare anche questa campagna elettorale. Pisapia ha avuto un modello molto chiaro: quello di rivolgersi direttamente ai cittadini, quello di portare il progetto politico insieme a loro. Fin dal primo momento mi sono ispirata al suo modello e ho intenzione di continuare a farlo. Quella di aprire a questo o a quello, non è il modello Pisapia: non mi sembra che abbia aperto ai partiti. Come me, si è rivolto ai cittadini, e come me non ha chiesto certo la tessera di partito a coloro che lo volevano votare. Altra cosa sono le segreterie dei partiti.

(Rita Borsellino, palermitana, farmacista, europarlamentare, sorella del giudice Paolo ucciso dalla mafia nel luglio del ’92. Donna riservata, attiva nel sociale, leader del movimento “Un’Altra Storia”. Nel 2006 si candida alla presidenza della Regione Sicilia con il centrosinistra. Raggiunge il 41.63% dei consensi, ma viene sconfitta da Totò Cuffaro, detto Vasa Vasa. Oggi ci riprova: è la candidata ufficiale del Pd “senza tessera”). 

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