Tegola su UniCredit, Blackrock dimezza la quota

Tegola su UniCredit, Blackrock dimezza la quota

Fuga da Piazza Cordusio. Blackrock scende dal 4,024 all’1,710% del capitale di Unicredit, al di sotto, dunque, della soglia del 2% in cui scatta l’obbligo di comunicazione alla Consob. Stando al consueto aggiornamento del regolatore, l’operazione risale al 27 dicembre. Lo stesso giorno in cui, come da programma, è scattato il raggruppamento delle azioni ordinarie e di risparmio, contrattate rispettivamente al prezzo unitario di 6,96 e 10,122 euro per azione.

Le primissime notizie che riguardano la banca nel 2012, dunque, non sono buone alla luce dell’imponente aumento di capitale che prenderà il via nelle prossime settimane con l’inizio del periodo di sottoscrizione, non senza qualche defezione all’interno della compagine italiana. La Fondazione Cariverona ha annunciato che sottoscriverà con una quota del 3,51% invece che del 4,2% di sua spettanza. Note invece le posizioni della Fondazione Crt, che sottoscriverà l’aumento per un esborso complessivo di 316 milioni di euro, pari al 3,3% del capitale e dello 0,8% dei cashes. Limerà la sua partecipazione Carimonte dal 3,4 al 3 per cento. Nessun coinvolgimento, come anticipato da Linkiesta, per Cassamarca, mentre Caritrieste non ha ancora alzato il velo sulle sue intenzioni.

Nella settimana di Natale, quando il titolo è passato da 7,1 (prezzo post raggruppamento, 0,71 euro per azione pre raggruppamento) a 6,5 euro per azione, l’interpretazione del mercato era concorde nel considerare la performance discendente della banca guidata da Federico Ghizzoni legata all’avvicinarsi del momento in cui si rivolgerà al mercato per recuperare 7,5 miliardi di capitali freschi, più della metà dell’attuale capitalizzazione. Ma pare abbiano dunque contribuito anche le vendite del colosso dei fondi a stelle e strisce, che possiede quote di minoranza in molte società quotate sul Ftse Mib, soprattutto nelle utilities come Enel (2,73%), Eni (2,68%) e Terna (2,1%).

A margine dell’assemblea straordinaria dello scorso 15 dicembre, Federico Ghizzoni aveva ostentato ottimismo, spiegando: «Credo che Allianz abbia intenzione di partecipare all’aumento di capitale, come la maggior parte degli azionisti di riferimento». In questo senso, la riduzione della quota da parte di un socio rilevante come Blackrock, peraltro sotto la soglia di vigilanza in cui scatta l’obbligo di comunicazione al regolatore, non è un buon segno.

Che Piazza Cordusio sia alla ricerca di nuovi soci non è un mistero, tanto che nei mesi scorsi si è parlato di contatti con gli emissari del fondo sovrano qatarino e cinese. Quest’ultimo, quindici giorni fa, ha deciso di incrementare la sua potenza di fuoco di 50 miliardi di dollari, in cerca di occasioni ghiotte a prezzi di saldo in tutto il mondo, tra cui potrebbe figurare Unicredit. La quale, avendo lasciato sul terreno il 60% del suo valore nel corso del 2011 e dopo le pulizie di bilancio che hanno determinato minusvalenze per 10 miliardi di euro, è facile preda per chi vuole acquistare a sconto.

Se con lo scongelamento delle quote libiche – il fondo sovrano di Tripoli e la banca centrale del Paese sono i principali azionisti di Unicredit assieme agli emiratini di Aabar – Piazza Cordusio ha potuto tirare un sospiro di sollievo, Allianz potrebbe riservare più di una sorpresa. Oggi è socia poco sopra il 2% (2,048%), ma non è detto che possa aumentare il suo investimento, come alcuni rumors di mercato vanno ripetendo ormai da un mese. Le Fondazioni non hanno più capitali né la voglia di indebitarsi per non mollare la presa, seguendo l’esempio della Fondazione Mps, e soprattutto per riprendere le erogazioni sui territori che rappresentano il bacino di consenso per i loro organi sociali.

L’identikit del socio perfetto risponde a un profilo interessato a un’operazione di lungo termine, possibilmente senza pretendere un posto nel Cda. L’obiettivo del piano industriale è focalizzarsi sulle attività di banca domestica e consolidare la propria presenza in Turchia e Polonia, ma solo dopo aver chiuso l’aumento di capitale, che secondo indiscrezioni slitterà di qualche settimana per volere dell’imponente consorzio di garanzia guidato da BofA-Merrill Lynch e Mediobanca. 
 

Twitter: @antoniovanuzzo